di C.F.
Frode sull’olio extravergine, indagati i rappresentanti legali di sette note aziende nazionali. C’è anche la Coricelli di Spoleto tra le grandi case produttrici di olio finite nel mirino della procura della Repubblica di Torino che, a seguito dell’indagine giornalistica pubblicata a maggio dal mensile Il Test, ha inviato i carabinieri del Nas nei supermercati per prelevare e far analizzare gli extravergine.
Frode dell’extravergine Secondo quanto emerso martedì pomeriggio, le analisi compiute nei laboratori dell’Agenzia delle Dogane avrebbero rivelato come l’olio venduto come extravergine da sette grandi marchi fosse semplicemente olio vergine, quindi meno pregiato e chiaramente meno costoso. Oltre alla Coricelli, nella rete dei controlli sono finiti Carapelli, Santa Sabina, Bertolli gentile, Sasso, Primadonna (confezionato per la Lidl) e Antica Badia (per Eurospin). Ai sette rappresentanti legali delle aziende, il pm Raffaele Guariniello contesta la frode in commercio, mentre del fascicolo d’inchiesta e dell’esito dei risultati è stato informato anche il ministero delle Politiche agricole.
L’inchiesta del mensile Il test In particolare, dall’inchiesta pubblicata a giugno sulla rivista specializzata Il test risultava che «nove delle venti bottiglie fatte analizzare dal laboratorio chimico di Roma dell’Agenzia delle Dogane sono state declassate dal comitato di assaggio a semplici oli di oliva vergine» a causa di alcuni difetti tra cui quello chiamato riscaldo-morchia, il rancido, muffa e umidità. Il pubblico ministero Raffaele Guariniello ha fatto ripetere l’accertamento, ordinando ai carabinieri del Nas di prelevare altri campioni.
La posizione dell’azienda Sulla vicenda l’azienda Coricelli ha fatto sapere: «Le verifiche effettuate dalla rivista Il Test e poi dai Nas si fondano esclusivamente su una prova di assaggio del prodotto, ormai da più parti ritenuta insufficiente. Per ciò che attiene invece le contestazioni mosse dalla procura, l’azienda produrrà tutte le proprie adeguate contro-deduzioni che non potranno altro che confermare la correttezza della propria condotta, perché – si legge nella nota – i prodotti da noi posti in commercio rispettano tutti i più elevati standard di qualità».
Il ministro Martina Nel pomeriggio lo stesso ministro Maurizio Martina è intervenuto sull’inchiesta: «Seguiamo con attenzione l’evoluzione delle indagini della procura di Torino, perché è fondamentale tutelare un settore strategico come quello dell’olio d’oliva italiano. Da mesi abbiamo rafforzato i controlli, soprattutto in considerazione della scorsa annata olearia che è stata tra le più complicate degli ultimi anni. Nel 2014 il nostro Ispettorato repressione frodi ha portato avanti oltre 6 mila controlli sul comparto, con sequestri per 10 milioni di euro. È importante ora fare chiarezza per tutelare i consumatori e migliaia di aziende oneste impegnate oggi nella nuova campagna di produzione».
Procuratore capo Torino In una nota che la Procura di Torino ha diffuso intorno alle 18 «Si precisa che il procuratore capo Armando Spataro ha richiesto in visione il relativo procedimento al fine di valutare l’opportunità di co-assegnazione a se stesso, di accertare le modalità di diffusione dell’informazione e di verificare la competenza territoriale in ordine alle ipotesi di reato per cui si procede». Intanto, i carabinieri del Nas procederanno a verificare la provenienza delle olive.
Twitter @chilodice

A me pare che abbia un’ altra piccolissima controindicazione: il prezzo di ben 36€ al litro. Inoltre, dal suo profilo vedo che usa la piattaforma Disqus unicamente per fare pubblicità (gratis!) a questo sito di commercio online… e non mi sembra molto corretto.
Sicuramente per lei sarà più corretto acquistare prodotti come quelli incriminati. Acquisti pure, magari qualcuno preferisce prodotti genuini che non possono e non vogliono entrare nella GDO. Cmq per sua infomazione ho commentato un articolo su Umbria 24 ed è stato anche approvato!
Gentile signora, l’ Umbria è piena di piccoli frantoi: producono olio EVO che, a partire da 9-10€ al litro, non ha nulla da invidiare a quelli che sono offerti a 3-4 volte tanto… Sia chiaro, buon per lei ed i suoi amici siciliani se riescono a venderlo a quel prezzo (che, mi correggo, è di 32 e non 36 €/litro, se tre bottiglie da 250ml vengono 24€)). Ribadisco che, dal suo profilo Disqus, risulta che lei si è servita di questa piattaforma UNICAMENTE per pubblicizzare questo sito siciliano di commercio online e questo, lo ripeto, non mi sembra corretto: qui si commenta e ci si scambiano opinioni, chi vuol far pubblicità… paghi!
Per carità nulla da dire sull’ Evo siciliano, ma vendere a €36 litro, significa non voler vendere. Io come produttore casalingo, ritengo che un prezzo di 10-12 litro (920 gr) sia un prezzo onesto, che ti consente di guadagnare il giusto e che ti fa vendere!
Non so che conteggi ha fatto ma probabilmente ha considerato anche le spese di trasporto e le confezioni da 250 ml in bottiglia che ovviamente hanno un costo aggiuntivo per la cobfeziobe. L’olio in lattina rientra benissimo nel prezzo da lei indicato. Dal prodittore li trova anche a 8-9 €. Ovviamente imbottigliato e rivenduto il prezzi sale ma non mai a 36 € a litro.