Un’area di mille metri quadri usata come deposito di materiali ferrosi con cui commerciavano. Due cittadini extracomunitari sono stati denunciati all’autorità giudiziaria dal Corpo forestale dello Stato di Gualdo Tadino e dai carabinieri di Fossato di Vicoper gestione non autorizzata di rifiuti.
I materiali In un’area di pertinenza di un immobile preso in affitto da cittadini extracomunitari, in località Collina del Comune di Fossato di Vico, è stata riscontrata la presenza di ingenti quantitativi di rifiuti pericolosi e non pericolosi di varia tipologia tra questi scarti di materiali ferrosi (parti di autovetture, di falciatrici e motoseghe, parti di scooter e biciclette, rubinetterie) e materiale elettrico (schede elettriche e cavi).
Inquinamento I due stranieri raccolgono e accumulano questi materiali per rivenderli e ricavare profitto, gestiscono quindi impropriamente i rifiuti determinando anche importanti fenomeni di inquinamento ambientale, causati dalla dispersione sul suolo dell’olio minerale dei motori depositati a terra e dalle emissioni prodotte dalla bruciatura dei cablaggi e cavi elettrici al fine di ricavarne il rame ripulito dalla guaina e quindi rivendibile con una quotazione più alta.
Cavi bruciati la sera Proprio l’illegale quanto molesta abitudine dei due di procedere, perlopiù nelle ore serali, all’accensione di fuochi a terra per bruciare la plastica dei cavi elettrici con conseguente sviluppo di odore acre ed emissioni inquinanti, ha posto in allarme la popolazione della zona e permesso a Forestale e Carabinieri di intervenire. I fatti contestati ai due, uno dei quali già segnalato per fatti analoghi, integrano una violazione al testo unico ambientale in materia di rifiuti; le pene previste sono arresto fino a due anni e ammenda fino a 26 mila euro.
Contestazioni analoghe sono state formulate nei confronti dei proprietari dell’immobile e dell’area.
