Fondi Ue, Valnerina terza area interna dell’Umbria. È stata approvata mercoledì dal consiglio regionale con 23 voti favorevoli la proposta di risoluzione che recepisce e condivide lo Schema degli orientamenti per i programmi comunitari 2014-2020 varato dalla giunta regionale e integrato con l’inserimento del territorio della Valnerina, al fianco dell’Orvietano e dell’Eugubino-Gualdese, tra le aree svantaggiate che potranno accedere a fondi specifici.
La protesta dei sindaci Alla vigilia della seduta dell’assemblea tredici sindaci del territorio che si estende da Cascia a Montefranco da Sellano a Monteleone avevano compattamente battuto i pugni sul tavolo della presidente dell’Umbria Catiuscia Marini e al presidente del consiglio regionale Eros Brega. Attraverso un documento i primi cittadini avevano alzato la voce mettendo in chiaro che l’area è in questione è «pienamente rispondente ai criteri di classificazione previsti sia sotto il profilo geografico che dei servizi essenziali, rappresentando di fatto il soggetto ideale per la destinazione di intervento economico comunitario a tutela del territorio e delle comunità locali, ma anche al fine di valorizzare compiutamente le risorse naturali, agro-alimentari, culturali e turistiche, così da poter creare occupazione in loco per scongiurare l’emigrazione della popolazione giovane».
Soddisfatto anche Barberini «Grazie a questa scelta – spiega il consigliere Pd Luca Barberini – i territori della Valnerina beneficeranno di importanti risorse economiche per il miglioramento dei servizi legati al sociale, all’istruzione, al trasporto pubblico, alla residenzialità e in generale per lo sviluppo economico e sociale di queste zone fortemente marginalizzate».
Partita da 1.77 miliardi L’integrazione è stata recepita mercoledì dal consiglio regionale ed accolta con soddisfazione dagli amministratori dei piccoli Comuni della Valnerina. Per la programmazione comunitaria 2014-2020 l’Umbria potrà complessivamente disporre di 1 miliardo e 774 milioni di euro, tra Programma nazionale di sviluppo rurale (876 milioni), Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr, 356 milioni), Fondo sociale europeo (Fse, 237 milioni),
Fondo europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (Feasr), Programma youth employment initiative (Yei, 23 milioni), Fondo di sviluppo e coesione (Fsc, 189 milioni).
