Il Comune di Foligno (foto archivio U24)

Cgil, Cisl e Uil bocciano la riorganizzazione del Comune.È una nota dura quella diramata dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali che parlano di un riassetto della macchina amministrativa «che non porterà alcuna vantaggio ai cittadini, ma solo peggioramenti dei servizi».

Cgil, Cisl e Uil bocciano la riorganizzazione comunale In particolare, secondo Patrizia Mancini (Fp-Cgil), Adriano Tofi (Fp-Cisl) e Andrea Russo (Uil-Fpl) la manovra avviata dal sindaco Nando Mismetti e dall’assessore Silvia Stancati si ridurrà «al taglio di qualche servizio senza produrre alcuna economia, allo spostamento di qualche lavoratore e forse alla creazione di una nuova area che aggraverà i costi sul bilancio. Tutto ciò – dicono – senza fornire alcun chiarimento rispetto al sistema delle responsabilità, nessun intervento che consenta davvero di lavorare per processi, evitando duplicazioni di attività e sovrapposizione di competenze, mentre le aree continueranno a lavorare a compartimenti stagni e permarranno inefficienze e diseconomicità».

«Mancano criteri, obiettivi e trasparenza» È tutto? No, neanche per sogno. I rappresentanti dei lavoratori compattamente si scagliano contro «l’informatizzazione e lo sviluppo delle infrastrutture tecnologico di cui si parla in maniera trinfola, nonostante sia un obiettivo rincorso ma mai raggiunto dalle riorganizzazioni dell’ultimo decennio, compresa questa considerando che l’unica novità è la creazione di un’apposita area e l’assunzione di un nuovo dirigente». Le organizzazione sindacali contestano, poi, anche il metodo di concertazione del riassetto «privo – scrivono – di adeguate analisi e congrui livelli di trasparenza e chiarezza».

Sindacati pronti alla mobilitazione In questo senso infastidisce la mancata convocazione di un incontro col Comitato unico di garanzia  «organismo costituito pariteticamente da lavoratori nominati dal sindacato e dall’ente, che da tre mesi ha avanzato formalmente richiesta di un confronto col sindaco Mismetti». L’affondo finale è brutale: «Questo quadro rafforza nei sindacati l’impressione che in realtà l’obiettivo di questa riorganizzazione non sia migliorare i servizi, bensì pianificare interventi dettati da clientelismo o da volontà ritorsive, motivo per cui in assenza di un piano rasparente, serio e motivato, Cgil, Cisl e Uil porranno in essere ogni azione consentita dall’ordinamento giuridico a tutela dell’Ente, dei cittadini e dei lavoratori».

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