Il tribunale di Perugia ( foto archivio Troccoli)

di Fra. Mar.

Le mostrava un coltello e le mimava un taglio sulla gola e le diceva che se avesse raccontato tutto alla madre, avrebbe tagliato la testa al fratellino. É per questo che una ragazzina, che all’epoca dei fatti non aveva neanche 14 anni, per oltre due anni ha subito le molestie sessuali del patrigno, di origine tunisina.

A processo Racconti raccapriccianti che la ragazzina ha raccontato davanti al giudice in sede di incidente probatorio e che adesso entrano come prove nel processo al tunisino 34enne che inizierà a marzo del 2015 davanti al secondo collegio. L’uomo, accusato di maltrattamenti, violenza sessuale aggravata e violenza privata, è stato rinviato a giudizio martedì mattina dal gup Carla Maria Giangamboni.

Le accuse Davanti al giudice, a rapresentare le parti civili c’erano gli avvocati Leonardo Romoli ed Emanuele Guerrini, che assistono madre e figlia. La ragazzina, che dal 2011 al 2013, avrebbe subito violenze indicibili, sarebbe stata sottoposta a vessazioni di tipo sessuale, descritte nel capo d’imputazione: «in particolare- sta scritto- essendo rimasro solo con la ragazza si poneva con il proprio corpo sopra a quello della ragazza, stringendola a sé, le infilava la lingua in bocca, palpeggiandola sul seno e sul sedere con gesti di tipo masturbatorio».

Maltrattamenti Anche la madre, originaria dell’est Europa era stata fatta oggetto delle vessazioni del tunisino, sempre nelle accuse si legge che maltrattava la moglie, la spintonava, la minacciava e la insultava. Non provvedeva ai bisogni economici della famiglia e considerava la figliastra un peso economico.