di C.F.
Chiedeva 15mila euro per tacere le avance che l’uomo, un commerciante di Foligno, aveva fatto alla moglie diversi mesi prima. Una richiesta insistente che l’esercente, dopo aver opportunamente allertato le forze dell’ordine, si è detto disponibile a soddisfare con la consegna di un migliaio euro. Soldi che l’operaio 37enne, anche lui di Foligno, contava di intascare in un parcheggio a due passi dal commissariato. Una volta estorto il denaro, però, ad attenderlo fuori dall’area di sosta ha trovato gli uomini diretti dal vice questore aggiunto Bruno Antonini. L’operaio è stato immediatamente arrestato con l’accusa di estorsione.
Il ricatto è scattato a diciotto mesi dall’approccio che il commerciante folignate aveva tentato con la compagna dell’uomo. Il 37enne, infatti, ha atteso diversi mesi prima di iniziare a tartassare verbalmente l’uomo con una richiesta che, con il passare delle settimane, dalle parole è passata ai fatti. Sì, perché l’operaio, non riuscendo ad estorcere alcuna somma, aveva cominciato a lasciare sul parabrezza dell’auto dell’esercente una serie di messaggi in cui rinnovava, neanche troppo velatamente, la richiesta economica.
La trappola Solo a questo punto il commerciante si è convinto della necessità di informare gli agenti di Foligno. Il vice questore Bruno Antonini ha tempestivamente organizzato l’operazione che prevedeva la consegna, in un’area di sosta prossima al commissariato, di mille euro preventivamente fotocopiati. L’operaio, senza alcuna esitazione, si è quindi recato all’appuntamento per riscuotere il denaro. Una volta intascata la busta l’uomo, salito nuovamente in auto, è stato bloccato ed arrestato con l’accusa di estorsione. Il gip, dopo aver convalidato l’arresto, ha rimesso in libertà il 37enne. Le indagini degli agenti del commissariato sono, però, ancora in corso.

