L'area sequestrata a Foligno

E’ di due denunce a piede libero il bilancio di due distinte operazioni che hanno portato alla scoperta, a Foligno e a Magione, di altrettante discariche con rifiuti abbandonati. Nel primo caso le fiamme gialle hanno trovato a Foligno un’area di 650 metri quadrati, adibita a cava, con rifiuti prodotti dall’estrazione di ghiaia e sabbia. Sequestrata anche l’attrezzatura tra cui due escavatori, scale, nastri trasportatori, un frantoio per inerti e mulini in ferro. Il tutto era gestito senza autorizzazioni e così il rappresentante legale della società è stato denunciato per gestione di rifiuti non autorizzata. Al Comune di Foligno spetterà poi la ripulitura dell’area.

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Quindici quintali di cartongesso A Magione invece è stato un cittadino a segnalare alla polizia municipale un mucchio di cartongesso a Bacanella. Rifiuti lasciati lì dal titolare di un’impresa di Deruta, un campano già conosciuto per reati edilizi, a cui un’azienda italiana aveva affidato il compito di smaltire rifiuti speciali. Uno smaltimento tutt’altro che ortodosso visto che, come accertato dagli agenti, la ditta recuperava il materiale pregiato (ad esempio il rame) abbandonando una quindicina di quintali di cartongesso in un terreno privato. Ascoltato dalla municipale non ha saputo fornire i documenti dello smaltimento. Denunciato a piede libero, toccherà a lui rimuovere tutto il materiale.

Appello ai cittadini «Nell’elogiare l’accurato lavoro che stanno compiendo gli agenti della polizia municipale – scrive in una nota il sindaco di Magione Massimo Alunni Proietti – per cercare di individuare i responsabili dei tanti abbandoni di rifiuti che, purtroppo, si verificano sul nostro territorio, vorrei invitare tutti i cittadini al senso di responsabilità. I rifiuti abbandonati non rappresentano solo un danno all’ambiente ma alla salute di tutti noi. Soprattutto quando si abbandonano rifiuti speciali parliamo di materiale a volte anche potenzialmente cancerogeno, (nel caso dell’amianto questo è dimostrato), che lasciato al contatto diretto nei luoghi in cui viviamo sono estremamente dannosi per la salute di tutti».