La mappa dell'ordinanza

di C.F.
Twitter @chilodice

Confcommercio boccia l’ordinanza anti inquinamento e chiede all’amministrazione di valutare azioni alternative. Non è convinto degli effetti benefici che le misure avranno sull’ambiente ed è preoccupato per quelli negativi che avrà sui bilanci delle attività, il presidente dell’associazione Fabrizio Bastida intervenuto venerdì sulla serie di provvedimenti firmati dal sindaco Nando Mismetti per fronteggiare l’inquinamento dell’aria rilevato dalle centraline Arpa.

Confcommercio boccia ordinanza anti inquinamento L’ordinanza in vigore dal 18 gennaio e fino al 31 marzo interdice un’ampia area della città al traffico veicolare ogni domenica e lunedì, con qualche piccola eccezione come quella prevista per la fiera di San Feliciano. «Di fronte al complesso problema dell’inquinamento – dice Bastida – ancora una volta si è scelta la soluzione più facile e a effetto, senza tenere conto né della sua reale efficacia, né delle sue ripercussioni pesantemente negative in altri ambiti. Una soluzione, dunque, inadeguata e che ci vede del tutto contrari».

Lo studio di Arpa e Unipg A sostegno del suo intervento, il numero uno di Confcommercio rispolvera lo studio dell’aprile 2013 targato Arpa e Università di Perugia, da cui emerse che a Foligno il principale fattore d’inquinamento dell’area è rappresentato dalla combustione di biomasse, tipo potature e sfalci, piuttosto che da quelle generiche, come per l’appunto il traffico e il riscaldamento, oggi nel mirino dell’ordinanza. «In occasione della presentazione di quello studio il sindaco Mismetti sottolineò l’importanza di conoscere le cause del fenomeno per agire in maniera il più possibile mirata. Come mai, allora, oggi l’amministrazione non è conseguente con quella affermazione e interviene ancora un volta su una causa secondaria di aumento delle polveri sottili?» .

Bastida: «Così solo danni a imprese» Ma si sa che Confcommercio con l’ambiente c’azzecca come i cavoli a merenda, sensibilità a parte, e il tiro di Bastida è un altro: «Il problema dell’inquinamento non si risolve, ma in compenso si causano profonde difficoltà agli esercenti in un periodo dell’anno commercialmente morto che coincide con la conclusione di mesi durissimi scanditi da una valanga di scadenze fiscali». Ergo: «Questa misura toglie ulteriore ossigeno a un tessuto economico già allo strmo, per questo è urgente che l’amministrazione torni sui suoi passi e valuti azioni alternative che non abbiamo sempre e solo ripercussioni sulle imprese e sul centro storico, pianificando per una volta strategie di intervento in modo coerente con quanto impone il rigore delle analisi tecnico-scientifiche».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.