Nel pomeriggio del 20 gennaio, la polizia di Stato ha inferto un ulteriore duro colpo al fenomeno del traffico internazionale di sostanze stupefacenti, assicurando alla giustizia uno degli esponenti di maggior rilievo dell’organizzazione criminale nigeriana oggetto dell’operazione Turnover, eseguita all’alba dello scorso 21 maggio in diverse città italiane.
L’indagine, condotta dal settembre 2012 al settembre 2013 dagli uomini della sezione criminalità organizzata diretti da Marco Chiacchiera e sotto il coordinamento operativo di Piero Corona, ha riguardato un pericoloso ed articolato sodalizio criminale composto da soggetti nigeriani dediti all’immissione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti di tipo cocaina ed eroina, prodotte in America Latina, stoccate in Africa e trasportate da un esercito di corrieri-ovulatori, quasi sempre nigeriani, capaci di ingerire per il trasporto fino a circa 1 Kg di sostanza confezionata in ovuli termo-saldati, ed attraverso rotte aeree intercontinentali più disparate, opportunamente studiate per eludere i controlli alla frontiera: i corrieri giungevano, quasi sempre, allo scalo romano di Fiumicino, ma provenivano da diversi aeroporti dei più svariati paesi africani, come il Togo, il Camerun.

Arresti Nel corso dell’attività investigativa, gli uomini della squadra mobile, avevano arrestato in flagranza di reato una decina di corrieri sorpresi nella detenzione, complessivamente, di circa 10 Kg. di sostanza stupefacente. Contro di loro sono state emesse 37 ordinanze di custodia cautelare in carcere.
Tra i soggetti non ancora catturati e dei quali gli uomini della sezione criminalità organizzata non hanno mai interrotto le ricerche, particolare attenzione era da sempre rivolta a Otuegbe Chukwubuikem Israel, nigeriano del 1978, nel gruppo criminale noto come “Coach”, numero due dell’organizzazione e boss del traffico su Torino e zone circostanti, responsabile dell’area piemontese per lo smistamento della droga in arrivo dall’estero.

Sparito Nell’ottobre 2012 venne per la prima volta fermato ed identificato, dagli uomini della mobile, in uno scalo ferroviario di Firenze, e già da quel primo controllo, effettuato in occasione di un suo incontro con un altro referente, non essendo trovato in possesso di droga, fu subito chiaro che ci si trovava di fronte ad uno dei “capi” dell’organizzazione, i quali difficilmente toccano lo stupefacente. Il nigeriano, oltre ad essere il capo della zona di Torino e pertanto luogotenente locale del capo, Anioke Jonathan, presente a Roma, era anche il suo vice nell’intera organizzazione, e curava in particolare i rapporti con i referenti esteri: aveva continui contatti con sodali presenti in Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Spagna. Grecia, ma anche fuori dall’Europa, in Africa ed in India. Conosciuto alle forze dell’ordine con almeno altri due falsi nominativi (alias), annovera numerosi precedenti penali soprattutto specifici. Il nigeriano, con grande tempestività in occasione delle esecuzioni delle ordinanze, era riuscito a far perdere ogni traccia di sé.

Arrestato Tuttavia, gli uomini della mobile non si erano persi d’animo, ed avevano continuato non solo a proseguire le ricerche dei vari latitanti, ormai quasi tutti individuati, ma soprattutto avevano provveduto a piazzare delle vere e proprie trappole per adescare i ricercati, grazie anche alla più ampia sinergia e collaborazione con gli altri uffici investigativi e di frontiera della polizia di Stato, in questo caso l’ufficio immigrazione e la squadra mobile di Torino, che hanno reso possibile la cattura: quando è andato a chiedere il rinnovo del permesso di soggiorno è stato arrestato.