Il tribunale nuovo di Perugia (Foto Troccoli)

di Francesca Marruco

Aveva stipulato polizze personali con dieci diverse compagnie d’assicurazione, poi simulava incidenti stradali con la complicità della moglie che testimoniava per lui, e chiedeva risarcimenti gonfiati grazie ad un medico compiacente a tutte e dieci le assicurazioni. Per ogni singolo incidente stradale dunque, chiedeva  ben 10 risarcimenti. Uno per la responsabilità civile, e altri nove personali, dichiarando ad ogni compagnia di non avere nessun’altra polizza con altre compagnie. Per questi motivi  stamattina il gip Carla Giangamboni ha rinviato a giudizio un cinquantenne di Foligno incensurato, la moglie e il medico compiacente.

Ricevute taroccate Alcuni degli episodi per cui è stato indagato non sono perseguibili perché i reati sono caduti in prescrizione, ma per gli altri permangono, tra l’altro, le accuse di truffa e falso. In un’occasione ad esempio si era recato da un medico di Perugia per una seduta di agopuntura e, resosi conto che il dottore utilizzava un blocchetto semplice per le ricevute, ne comprò uno uguale in una cartoleria facendo rifare il timbro del medico in un timbrificio.  Così facendo il folignate poteva farsi le prescrizioni da solo e richiedere risarcimenti gonfiati alle assicurazioni per sedute riabilitative mai avvenute. Altre volte invece si faceva precrivere 15 giorni di terapie per un colpo di frusta, presentando poi ricevute di centri benessere anche da 4mila euro.

L’incendio doloso della villa Dopo gli incidenti, pensando forse di alzare il tiro, aveva  anche comprato un rudere assicurandolo come una villa di lusso. Dopo averlo comprato lo aveva riempito di mobili dozzinali,  assicurandoli però come beni di lusso. Una volta riempita la finta villa l’uomo, nella speranza di ottenere un lauto risarcimento, ha dato fuoco alla casa. Questa ultima truffa però non è andata in porto grazie ai  vigli del fuoco e ai Nas. I primi infatti si sono resi conto della dolosità del rogo, mentre i militari di Perugia intanto stavano indagando sulle centinaia di ricevute emesse a nome di un solo medico perugino nei confronti di una sola persona. Il dottore, contattato dai militari, nega di aver mai scritto tutte quelle ricette.  A quel punto i militari fanno due più due e  arrivano ad uno degli odierni imputati.

Le assicurazioni si costituiscono parti civili Sono gli stessi Nas nel corso della loro indagine a contattare le compagnie assicurative per chiedere le ricevute delle prestazioni mediche che l’uomo gli aveva inviato. Le assicurazioni a quel punto capiscono di essere state truffate e decidono di sporgere querela, costituendosi parte civile nel processo che inizierà il 2 maggio prossimo. Anche il medico che praticava l’agopuntura si è costituito parte civile e sono tutti pronti a chiedere risarcimenti. Tra gli avvocati delle parti civili Cutini, Salis e Uccelli. Gli imputati erano invece difesi dagli avvocati Betore e Benedetti.

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