di B.M.
Si è tenuto in via Paolo Borsellino, sotto la sede del Cesd a Città di Castello, il presidio organizzato dalla Cgil nell’ambito della giornata nazionale «Precarietà: l’unico taglio giusto». Al fianco dei lavoratori, in maggioranza donne, che per anni hanno prestato servizio presso il call center Cesd-Cepu-Accademia del Lusso e che a fine marzo non hanno visto rinnovarsi il contratto senza che ci fosse una motivazione oggettiva, c’era anche Placido Rizzotto, nipote del sindacalista ucciso dalla mafia nel 1948 a Corleone, in visita a Città di Castello per le celebrazioni di Venanzio Gabriotti.
Incontro mancato Sul fronte Cepu, come ha spiegato Allessandro Piergentili della Cgil Alta Umbria, non ci sono novità: «Chiediamo da mesi un incontro con i vertici dell’azienda per parlare, confrontarsi, capire come si possano risolvere i problemi, ma niente, non ci sono pervenute risposte e allora noi continuiamo la nostra battaglia, sia a livello locale che nazionale. Abbiamo fatto richiesta all’ispettorato del lavoro di Perugia affinché verifichi se i contratti con i quali sono stati assunti questi ragazzi siano stati idonei, in più supportiamo i lavoratori che hanno deciso individualmente di impugnare le dimissioni. Auspichiamo quanto prima un serio confronto con la società, le nostre porte sono sempre aperte. In questa giornata nazionale contro la precarietà il nostro messaggio è chiaro: no alle aziende che utilizzano la precarietà come modello produttivo, basta sfruttare i giovani»

