di D.B.
«Una ricostruzione parziale e burocratica». Così il deputato pd Walter Verini ha commentato alla Camera l’informativa sui fatti di Terni letta pochi minuti prima dal viceministro dell’Interno Filippo Bubbico. «Aspettiamo i risultati dell’indagine – ha aggiunto Verini – ma qui intendiamo confermare un giudizio politico: c’è stata una gestione sbagliata e non pienamente professionale dell’ordine pubblico durante una manifestazione pacifica per il lavoro». «E’ stato del resto lo stesso prefetto di Terni – ha aggiunto – a dire in un’intervista che “si sarebbe potuto agire con più flessibilità”, a parlare di “personale di polizia che non era del luogo e non conosceva nemmeno il sindaco e i consiglieri presenti”».
Rapporto più stretto Verini poi ha espresso solidarietà e vicinanza anche a Sergio Lanzini, l’operaio ferito pochi minuti prima di Di Girolamo ed ha chiesto che, specialmente in questo momento difficile per il mondo del lavoro, l’ordine pubblico sia gestito stringendo «un rapporto stretto e positivo tra forze dell’ordine e della sicurezza, tra i lavoratori di queste forze e corpi sociali, istituzioni e sindacati, che stanno in trincea a cercare di dare risposte collettive e democratiche a veri e propri drammi sociali».
Rossi: nessuna deviazione Assai poco convinto della ricostruzione del governo anche il senatore del Pd Gianluca Rossi, a pochi passi da Di Girolamo quando il sindaco è stato ferito: «Sono certo di quello che dico, trovandomi al fianco dei lavoratori e del sindaco al momento degli scontri, ed avendo io stesso subito ciò che il governo ha eufemisticamente definito “azione contenitiva” della polizia. Le dichiarazioni rese oggi in merito allo scontro tra forze dell’ordine e manifestanti offrono una ricostruzione parziale, lacunosa e non corrispondente a quanto accaduto». Rossi spiega inoltre che tutti erano stati avvertiti sulle intenzioni degli operai di occupare simbolicamente i binari «come già accaduto in altre occasioni e senza conseguenze».
Ciprini «Quella che fino a poco fa – ha detto invece Tiziana Ciprini, deputata del M5S – si sarebbe risolta in una occupazione pacifica è stata un’occasione per un chiara dimostrazione di forza verso la cittadinanza che stava difendendo le acciaierie. Al sindaco di Terni e ai lavoratori va tutta la nostra solidarietà». Ciprini poi, dopo aver ricordato l’importanza e la strategicità delle acciaierie ternane, ha lanciato una proposta a tutte le forze politiche: «Servono – ha detto in aula – codici identificativi individuali sui caschi e sulle divise delle forze dell’ordine. Ci aspettiamo che tutte le forze politiche aderiscano».
Laffranco Più che sulla ricostruzione fornita in aula dal viceministro («ci affidiamo alla ricostruzione del Ministero») il deputato pdl Pietro Laffranco ha posto l’accento sulla questione della vendita delle acciaierie: «L’aula di Montecitorio – ha detto – dovrebbe affrontare la vertenza Ast, il cui esito molto ci preoccupa». «Sulla vertenza acciaierie – ha aggiunto Laffranco – per un verso registriamo positivamente l’annuncio dato dal vicepresidente della Commissione europea Tajani del nuovo Piano d’azione per la siderurgia, che diviene il primo settore in cui si potrà verificare l’affiancamento di un “industrial compact” al Fiscal compact. Insomma il rilancio dell’economia dopo la rigidità nei conti». «Invitiamo il Governo – ha concluso – ad impegnarsi al massimo per tutelare l’interesse nazionale presso le istituzioni europee, scongiurando ulteriori ritardi, spacchettamenti o altre operazioni che penalizzino in modo terribile l’intera economia dell’Umbria».
Galgano Dai banchi di Scelta civica la deputata Adriana Galgano ha sostenuto che quanto avvenuto il 5 giugno a Terni è un «episodio deprecabile. Apprendiamo dalla sua relazione – ha detto rivolgendosi a Bubbico – che solo il 2% della manifestazioni sono quelle critiche e ringraziamo le forze dell’ordine per l’impegno che profondono in un periodo non certo facile. Chiediamo però al Governo il massimo sforzo per ridurre questa percentuale a zero». Galgano, tornata da Strasburgo dove ha fatto parte della delegazione che ha incontrato Almunia («incontro interlocutorio ma positivo»), ha poi sottolineato che adesso «è importante che ci sia un supplemento di responsabilità da parte di tutti noi perché il 18 giugno si terrà a Terni e in tutta la provincia uno sciopero generale. Lo sciopero – ha detto – sarà accompagnato da un corteo per richiamare l’attenzione sulla situazione dell’Ast che sta creando disagio e grandi tensione sociali».


