di Marta Rosati
«Ci eravamo lasciati ma continuavamo a frequentarci, tuttavia lei si scambiava dei messaggi con un altro. Me li ha mostrati. Non mi riconosco nella persona che ha compiuto il delitto, ho ucciso per gelosia in un momento di rabbia incontrollato». Mentre si cercano ancora il cellulare della ragazza e l’arma del delitto, Mark Samson davanti al Gip conferma quanto già confessato sul femminicidio della giovane studentessa ternana, Ilaria Sula, e fornisce nuovi dettagli. Sul ruolo dei genitori invece, si avvale della facoltà di non rispondere.
Mark Antony Samson davanti al giudice Il Gip deciderà a breve se convalidare il fermo del giovane che, tra i dettagli forniti, avrebbe dichiarato di aver ucciso Ilaria la mattina del 26 marzo, specificando che la giovane si era recata a casa sua per restituirgli alcuni indumenti già la sera precedente, quando le sue coinquiline avevano infatti rilevato la sua scomparsa. Secondo le informazioni fornite, Ilaria avrebbe dunque trascorso da lui la nottata per evitare i mezzi pubblici a tarda sera.
Rabbia per gelosia Il corpo della giovane, come noto, è stato ritrovato all’interno di una valigia, in una discarica a cielo aperto, dove una fototrappola ha immortalato la macchina del giovane, di origini filippine, all’interno della quale non sarebbero tuttavia state ritrovate tracce di sangue. La posizione dei genitori di Mark resta da chiarire; pare fossero in casa quando si è consumata l’aggressione mortale: il ragazzo sul loro ruolo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Quello che ha tenuto a precisare, durante le cinque ore di interrogatorio in carcere, assistito dal legale difensore Alessandro Pillitu, è che non aveva pianificato il delitto.
L’accusa I pubblici ministeri, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, contestano al ragazzo l’omicidio volontario, aggravato dalla relazione affettiva e l’occultamento di cadavere. Dall’autopsia, eseguita presso l’istituto di medicina legale della Sapienza, è emerso che la studentessa è stata uccisa con tre coltellate, tutte al collo, ed è morta per emorragia. L’appartamento è sotto sequestro.
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Terni Dopo aver ucciso Ilaria e aver occultato il cadavere, Mark ha utilizzato il cellulare della vittima per far credere che fosse ancora viva mentre i genitori la cercavano disperatamente. Che i due avessero rotto, il padre di Ilaria ha dichiarato di non saperlo, ma ha anche raccontato di essere stato abbracciato dall’assassino di sua figlia al momento della denuncia della scomparsa in commissariato. Le due famiglie pare non avessero mai avuto contatti. Non si conoscevano.
