di M.Troc
@MauriTroccoli
Sfrutta la struttura pubblica per fini privati con la complicità di un altro medico e di una azienda farmaceutica del Perugino.
L’indagine E’ quanto emerge da una inchiesta dei carabinieri che hanno arrestato un ginecologo che esercitava la professione all’ospedale San Timoteo di Termoli. Secondo le indagini il medico, anche quando era in malattia, rientrava nella struttura pubblica senza timbrare il cartellino, poichè in possesso delle chiavi per accedere in reparto e lì eseguiva le visite mediche. I carabinieri e la procura della repubblica di Larino (Campobasso) che, attraverso il procuratore capo, Ludovico Vaccaro, ha spiegato i dettagli dell’operazione ‘Intramoenia3’ in una conferenza stampa, dopo un anno di indagine, sono convinti del fatto che il ginecologo, insieme a un suo collega ha indotto le donne in gravidanza che si recavano nella struttura pubblica a rivolgersi a loro privatamente per trovare soluzione ai bisogni di assistenza sanitaria.
I particolari L’indagine è partita dalla denuncia di una donna che non avrebbe trovato adeguate risposte nella struttura pubblica e si sarebbe vista costretta a rivolgersi privatamente ai medici. A fare scattare le manette nei confronti del ginecologo, sono stati i carabinieri del nucleo Nas. Risultano invece indagati sia l’altro medico che tre rappresentanti della ditta farmaceutica del Perugino. Da quanto emerso sembra che i protagonisti di questa triste vicenda hanno creato un sistema di assistenza sanitaria parallelo a quello pubblico. In sostanza all’interno della struttura pubblica facevano le visite a pagamento utilizzando, tra l’altro, le apparecchiature mediche dell’ospedale. Quello che rende il quadro ancora più inquietante è invece una presunta ricerca falsa sperimentazione compiuta dal ginecologo per avvantaggiare l’azienda farmaceutica. Infatti il medico, senza che le pazienti ricoverate nel reparto ne fossero a conoscenza avrebbe validato la somministrazione di un farmaco venduto dall’azienda farmaceutica compiacente, attraverso una sperimentazione abusiva, ottenendo in cambio la promessa di un viaggio.
