«Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, il Comune ha già detto no alle due torri progettate da Aulenti e pure all‘alternativa dei palazzoni da 36 metri». Reagisce, e anche duramente, all’ultimatum messo sul tavolo dell’amministrazione comunale da Coop centro Italia, l’assessore Christian Napolitano che, in solitaria, condanna la decisione assunta venerdì dal consiglio di Sorveglianza presieduto da Giorgio Raggi.
L’ultimatum In particolare, Coop attende nel giro di un mese un atto di indirizzo del consiglio comunale, invitato a discutere e a pronunciarsi sul futuro dell’area dell’ex Zuccherificio, di cui Coop è proprietaria. «Mai – scrive Napolitano – avrei immaginato di dover commentare un ultimatum lanciato da un privato contro le istituzioni democratiche, le stesse che la scorsa settimana hanno chiesto un confronto intorno a una variante migliorativa, ricevendo in cambio soltanto la totale indisponibilità a qualsivoglia modifica di volumi e superfici edificabili».
«No a torri e palazzoni» La posizione del Comune, secondo Napolitano, è chiara da tempo, ma «a scanso di equivoci e ricordando che Foligno non ha padroni – scrive – ribadisco la contrarietà alle due torri, ai palazzoni di 36 metri, a ogni ipotesi di variante pensata e scritta a uso e consumo di interessi privati e contrari alla pubblica utilità», mentre naturalmente l’assessore conferma la disponibilità a ragionare su «diminuzioni delle superfici commerciali, direzionali e residenziali», così come a un amento dell’area verde. Tuttavia va ricordato che nei giorni scorsi Coop ha lamentato l’assenza di una bozza di proposta che entrasse nel merito delle cubature da ridurre e delle zone in cui delocalizzarle.
Presa di posizione condivisa? Napolitano, poi, da esponenti politici cittadini e rappresentanti istituzionali si aspetta, «anche in un’ottica di chiarezza nei confronti dell’opinione pubblica, una chiara e ferma presa di posizione volta a respingere, senza ambiguità e senza tentennamenti, questo irricevibile diktat». Ma per il momento nessuno si è accodato.
