di M.R.

Lunedì hanno trascorso ben dieci ore sul luogo del fatto di sangue, a Prisciano, nella prima periferia di Terni, gli uomini e le donne del Ris dell’Arma di Roma, che hanno passato al setaccio il garage e le due villette di proprietà della famiglia Fiorelli, dove l’ex maresciallo della finanza, Andrea, è stato trovato morto con una profonda ferita al collo provocata da una motosega elettrica. Un test particolare è stato eseguito proprio sulla station wagon della vittima. È all’interno di quella macchin, una Citroen C5 bianca, che il padre, Ottorino, ultranovantenne, ha trovato venerdì scorso il figlio in una pozza di sangue

Giallo di Prisciano Immediato l’allarme ai soccorsi e conseguentemente alle forze dell’ordine. Per il 59enne non c’era più nulla da fare. Tra la testimonianza dell’anziano e l’intervento dei sanitari, la scena che si è aperta sotto gli occhi degli inquirenti, anche solo per l’impiego dell’arnese da taglio, ha suscitato dubbi sul gesto volontario. La Procura, non a caso, ha avviato tutti gli approfondimenti del caso aprendo un fascicolo per omicidio. Tuttavia, a distanza di quattro giorni dalla drammatica scoperta, il reato ipotizzato resta a carico di ignoti. L’unica pista che non è stata presa in considerazione è quella dell’incidente. 

L’autopsia L’intenso lavoro svolto dal Ris di Roma, probabilmente non ancora terminato, sarà determinante, assieme all’autopsia a fare luce sul giallo. Per l’esame autoptico saranno incaricati nella mattinata di mercoledì i medici legali Lancia e Tomassini. Il reparto investigazioni scientifiche potrebbe tornare sul posto a seguito dei primi risultati delle analisi sulla salma. Già le tracce di sangue rinvenute sul luogo del ritrovamento del corpo possono dire molto. Per eseguire un test specifico sulla macchina, lunedì è stato necessario anche l’intervento del carroattrezzi per estrarre il veicolo dal garage al fine di poter impiegare una sostanza inutilizzabile in luogo chiuso.

Omicidio o suicidio Sotto la lente poi le due villette, quella in cui vivono l’ex moglie del finanziere morto e suo figlio (col quale erano frequenti i litigi animati) e quella in cui la vittima abitava assieme al padre del quale si prendeva cura. L’intera proprietà è ancora sotto sequestro. Non secondarie saranno inoltre le analisi dei contatti telefonici. Le indagini insomma non sono terminate. 

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