di Mar. Ros.

Gli occhi lucidi, per un dramma che si è consumato a poche decine o centinaia di metri di distanza: un fatto di sangue all’interno di una famiglia conosciuta nel quartiere; e quella sensazione di una tragedia annunciata, il timore della sottovalutazione di un disagio importante che per lunghissimo tempo è dilagato tra le mura domestiche. Alcuni vicini di casa di Andrea Fiorelli, l’ex finanziere di 59 anni trovato morto in macchina, dentro il garage, con una ferita da motosega al collo, non credono che possa essersi tolto la vita.

Indagini in corso Tra le testimonianze raccolte, nella zona di Prisciano, emergono particolari sui difficili rapporti della vittima con il figlio: «Non conosco le ragioni alla base delle loro discussioni – riferisce un residente a Umbria24, di sicuro so che Andrea, bravissima persona, cercava in tutti i modi di ‘tenere la famiglia in riga’; la sua voce grossa mi pare di sentirla ancora. Tuttavia i litigi erano così animati da richiedere più e più volte l’intervento delle forze dell’ordine. La situazione era ben nota. Mesi fa su un muro esterno dell’abitazione è comparsa addirittura la scritta nera ‘Sei morto’, fatta con una bomboletta spray. Ed è risaputo che l’altra figlia di Andrea lasciò l’abitazione di famiglia dopo aver subito una violenta aggressione da parte di suo fratello».

Ipotesi omicidio Ovviamente a chiarire cosa sia effettivamente successo venerdì sera al rientro in casa dell’ex maresciallo capo della Gdf in pensione dal 2018, saranno le indagini che proseguono serrate ancora a 360 gradi. Alcuni indizi, col trascorrere delle ore, hanno in verità allontanato l’ipotesi del suicidio. Andrea era malato di cuore «e certo non viveva la vita tranquilla di cui avrebbe avuto bisogno; però era stato operato e stava seguendo le cure del caso, poi si occupava di suo padre con grande attenzione. Non crediamo che possa essersi ucciso» ripetono i conoscenti dell’uomo.

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