di Ivano Porfiri
Non ci sta il presidente del Consiglio regionale Eros Brega a farsi cuocere a fuoco lento sulla graticola delle insinuazioni, a farsi logorare nell’immagine pubblica senza potersi difendere. Così, attraverso il suo legale, spiega quanto può al momento spiegare e chiede una perizia con la formula dell’incidente probatorio.
Le accuse Gli sono piovute in testa come macigni le accuse di peculato e concussione. La seconda per l’episodio in cui, da presidente del Consiglio regionale, avrebbe indotto un ufficiale della polizia penitenziaria di Terni a fargli incontrare Leandro Porcacchia quando era detenuto a Vocabolo Sabbione (oggi l’ex direttore di Confcommercio Terni, accusato di estorsione, è ai domiciliari). Il primo addebito, il più consistente dal punto di vista investigativo riguarda la gestione dei fondi dell’associazione Per Eventi Valentiniani, quando Brega ne era presidente.
Subito una perizia Attraverso una nuova nota del suo legale, l’avvocato Manlio Morcella, Brega torna a ribadire la propria estraneità alle accuse contestate dalla procura di Terni e annuncia la richiesta di una perizia con la formula dell’incidente probatorio per «consentire un accertamento analitico dei fatti. Per ricostruire contabilmente – spiega lo stesso legale – le entrate e le uscite dell’associazione, dal 2003 alla messa in liquidazione». La formula dell’incidente probatorio consentirebbe di cristallizzare quanto accertato formando una prova, con la possibilità delle parti di nominare propri consulenti.
Il buco da 200 mila euro Al centro dell’inchiesta c’è un buco di 200 mila euro ottenuti da Sviluppumbria e che non sarebbero mai stati restituiti. E di questo si chiede conto a Brega. Per chiarire questo punto, l’avvocato Morcella annuncia una memoria difensiva per offrire «spunti investigativi sul rapporto Comune di Terni-Sviluppumbria, circa il mancato rientro di 200 mila euro anticipati dalla stessa Sviluppumbria». E su questo il presidente del Consiglio regionale respinge ogni addebito o insinuazione (Morcella denuncia una «serie continua di articoli apparsi sulla stampa, dai quali, in modo più o meno implicito, ma certo, viene attribuita al presidente l’appropriazione di fondi nella disponibilità della manifestazione Per Eventi Valentiniani»). Invece, «in base a quanto è dato conoscere – afferma il legale – non sarebbero acquisite prove che attestino in modo oggettivo e incontrovertibile il fondamento storico delle presunte appropriazioni, né ad opera del presidente né di altri. Da quel che è emerso anche in sede di interrogatorio, sarebbe infatti affiorato, da un lato, nel biennio 2001-2002, un mancato rimborso di circa 200 mila euro da parte del Comune di Terni a Sviluppumbria spa – situazione questa che dovrà puntualmente chiarire l’ente cittadino; mentre, d’altro lato, nel triennio 2003, 2004 e 2005, una spendita di qualche decina di migliaia di euro, che sarebbe stata eseguita dalla associazione Eventi Valentiniani, senza adeguata documentazione giustificativa».
Fluidità delle contestazioni L’avvocato Morcella parla di «fluidità delle contestazioni» a Brega «in fisiologica combinazione con la fase iniziale delle investigazioni». Evidenzia quindi la «meritoria attività di indagine svolta dalla procura di Terni, sulla correttezza del cui operato non sussistono dubbi o perplessità di genere alcuno» ma allo stesso tempo evidenzia anche la necessità di «salvaguardare la istituzione pubblica rivestita da Brega». «Pure in omaggio – aggiunge – al principio garantista della presunzione di innocenza e nel rispetto assoluto dei ruoli svolti da tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nelle indagini, da oggi in poi, auspico che anche la stampa si renda protagonista di una riproduzione dei momenti investigativi, improntata al massimo del rigore professionale e, dunque, alla oggettività del divenire dell’inchiesta».


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