La guardia di finanza di Terni, al termine di una serie di attività ispettive, ha individuato due imprese operanti in provincia che non hanno versato al fisco oltre 500mila euro di imposta sul valore aggiunto; accertati, inoltre, complessivamente oltre un milione di euro di ricavi sottratti a tassazione e identificate nove imprese sparse su tutto il territorio nazionale che hanno omesso la presentazione delle dichiarazioni fiscali.
Gli evasori Le due società identificate dalle fiamme gialle operano una nel settore della vigilanza privata e sicurezza – ora non è più operante a Terni – e l’altra nel settore dei trasporti di trasporto merci su strada con sede in provincia. A fattor comune tra le due imprese, l’omesso versamento dell’imposta sul valore aggiunto pari in un caso a 60mila euro e nell’altro a 420mila euro: per l’istituto di vigilanza la mancata corresponsione al fisco di quanto dovuto è riferita agli anni dal 2006 al 2008, nell’altro caso è molto più attuale, riferendosi al 2010.
Nemmeno le dichiarazioni dei redditi Ma i finanzieri hanno trovato dell’altro: l’istituto di vigilanza, oltre a non versare l’Iva, non ha presentato per tre anni le dichiarazione dei redditi nascondendo al fisco 280mila euro di ricavi e 19mila euro di Irpef. I proventi non dichiarati si riferiscono a tutta una serie di prestazioni di vigilanza fornite a operatori commerciali, tra cui in prevalenza negozi ed esercizi commerciali di Terni. Per la ditta di trasporti le fiamme gialle hanno poi ipotizzato, che l’impresa mediante un meccanismo contabile di comodo relativo a incassi percepiti tramite movimentazioni bancarie, abbia omesso di dichiarare oltre 800mila di ricavi.
Altri 9 evasori in tutta Italia Ma poi è dal novero di clienti e fornitori dell’azienda che, mediante una serie di controlli incrociati e consultazioni delle oltre 30 banche dati in uso alla gdf, sono stati identificati 9 soggetti che per una o più annualità non hanno mai presentato dichiarazioni, risultando perciò per quei periodi sconosciuti al fisco con relativa evasione di imposta. Si tratta di imprese di autotrasporto che hanno fatturato i rapporti con l’impresa oggetto di verifica ma che poi evidentemente non hanno dichiarato i relativi importi sottraendoli a tassazione. Di queste, 4 sono imprese di Terni e provincia, una della provincia di Taranto, una di Roma, una di Frosinone, una della provincia di Napoli e una della provincia di Sassari; anche nei confronti di queste aziende verranno avviate le relative attività di verifica fiscale per il recupero degli importi non dichiarati.

