I volti degli arrestati

di Ivano Porfiri

Tatuati e muscolosi, anche grazie agli anabolizzanti, si presentavano per estorcere denaro e proporre prestiti a usura che finanziavano il giro di spaccio di droga e sostanze dopanti. E’ stato anche grazie a un barista di Narni, loro vittima, che è venuto a galla un grosso giro di malaffare che ha portato a 40 arresti, di cui 9 in Umbria.

40 arresti: 9 in Umbria La compagnia carabinieri di Viterbo, con l’ausilio di 400 militari dei comandi provinciali di Viterbo, Roma, Terni, Perugia, Cremona e Piacenza, e supportati da due unità cinofile, dalle prime luci dell’alba, hanno dato esecuzione  all’ordinanza dispositiva di misure di custodia cautelare emessa dal gip di Viterbo a carico di 40 persone, di cui 13 stranieri di etnia romena ed albanese, responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, dei reati di spaccio di sostanze stupefacenti ed anabolizzanti, nonché usura, estorsione, furto e sfruttamento della prostituzione. Di questi 8 arresti sono stati effettuati in provincia di Terni e uno in provincia di Perugia. Si tratta per lo più di spacciatori di droga.

112 perquisizioni 112 le perquisizioni eseguite, oltre che nei confronti delle persone arrestate, anche presso abitazioni di soggetti indagati durante le varie fasi dell’indagine e, con l’ausilio di militari del Nas,  presso 3 palestre di Viterbo, Soriano e Vallerano (Vt), frequentate da alcune delle persone tratte in arresto, nei confronti delle quali sono emerse responsabilità in merito all’illecita commercializzazione di sostanze dopanti, in particolare testosterone. Già durante lo svolgimento delle attività tecniche di indagine, intercettazioni telefoniche ed ambientali, nonché pedinamenti e servizi di osservazione, i carabinieri della compagnia di Viterbo avevano arrestato in flagranza di reato 7 persone, denunciandone in stato di libertà 5 per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e dopanti: in tali circostanze furono sequestrati oltre 200 grammi di droga, cocaina e marijuana, e confezioni di fiale di sostanze anabolizzanti. Nel corso delle perquisizioni infine sono stati  sequestrati complessivi grammi 5 cocaina, grammi 20 hashish, grammi 35 marijuana, 2 piante canapa indica e 14 confezioni di farmaci dopanti e denunciato altri 6 indagati.

Drago L’indagine, denominata “drago” è scaturita a seguito di un attentato intimidatorio accaduto la notte del 17 gennaio 2011 nel comune di Soriano nel Cimino (Vt) nei confronti di una coppia di fratelli, Michel e Django Barberio, la cui autovettura, una Bmw di grossa cilindrata, fu colpita da numerosi colpi di pistola. L’indagine ha consentito di fare luce su quell’episodio, il cui esecutore è stato identificato in un romeno di nome Dragos (da cui prende nome l’intera indagine) che avrebbe agito per far desistere i due fratelli dal pretendere il saldo di una grossa partita di cocaina da lui non pagata, è proseguita focalizzando l’attenzione proprio sui due fratelli, al centro di un’articolata organizzazione che gestiva lo spaccio di droga nella provincia di Viterbo ed in quella di Terni, rifornendosi di stupefacente da gruppi di stranieri nella capitale ed in alcune città del nord.
35 le persone coinvolte a vario titolo nell’attività di spaccio.

Uno degli incontri documentati dagli inquirenti

I tatuaggi La droga veniva acquistata e tagliata, a volte presso lo studio di tatuaggi di Orte gestito da uno dei due fratelli di Soriano, per poi passare di mano in mano dai grandi ai piccoli pusher, per arrivare in numerose e piccole dosi nelle discoteche e nei pub della Tuscia. Le dosi venivano ordinate per telefono e chiamate in vari modi, tra cui tatuaggio, aperitivo, felpa e punta del trapano. Per finanziarsi e poter investire in acquisto di stupefacenti i trafficanti commettevano una miriade di altri reati: estorsioni ed usura, furti in abitazione ed esercizi commerciali, sfruttamento della prostituzione.

Finti napoletani per fare paura In particolare 7 soggetti destinatari delle odierne misure di custodia cautelare sono risultati attori principali in una serie di episodi di estorsioni ed usura emersi a Viterbo ed a Narni (TR), nei confronti di gestori di attività alberghiere e di bar. Le vittime costrette a pagare migliaia di euro per evitare di essere pestati. Chi contraeva debiti e non poteva pagare, vedeva il proprio debito aumentare vertiginosamente a causa dei tassi usurai che la banda applicava. I sette, che si prestavano anche ad attività di “recupero cediti”, per intimidire maggiormente le  loro vittime, si fingevano di origine campana e parlavano simulando l’accento napoletano.

Brutalmente violentata Uno dei due fratelli di Soriano, insieme alla compagna, è risultato anche l’ autore di decine di furti ai danni di abitazioni e negozi. Sempre con la compagna costringeva una cittadina straniera a prostituirsi a Viterbo ed a Roma, ed in una circostanza, quando la ragazza ha tentato di opporsi agli ordini del suo aguzzino, è stata brutalmente violentata.

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