di C.F.
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Alla fine il Tar dell’Umbria è stato costretto a nominare un commissario ad acta per quantificare il risarcimento che la Regione dell’Umbria deve versare a Maria Costici, proprietaria di alcuni dei terreni su cui prende posto parte della discarica di Sant’Orsola e a cui i giudici amministrativi di primo e secondo grado hanno già da tempo riconosciuto, in virtù dell’esproprio illegittimo, un ristoro economico.
La Regione propone 649 euro Già, perché tra le parti non c’è stato verso, neanche lontanamente, di trovare un accordo e dopo le due condanne della Regione, in tribunale si è tornati per il giudizio d’ottemperanza, di fatto la liquidazione del risarcimento. In aula il collegio dei giudici (presidente Lamberti, consiglieri Fantini e Amovilli) ha preso atto del divario abissale che corre tra le valutazioni economiche delle due parti, stigmatizzando, quella della Regione che ha definito in 649 euro il corrispettivo da liquidare alla cittadina. Una somma che il Tar ha ritenuto «talmente esigua da non coprire neppure le spese di lite e da rendere del tutto antieconomica l’azione proposta ancora nel processo».
I proprietari chiedono oltre mezzo milione Anche perché, per i legali e periti che assistono Costici la consistenza del risarcimento è tutt’altra, essendo stata formalmente stabilita in 533.093,73 euro. La differenza tra le due valutazioni è ancor più sorprendente se si considera che entrambe sono state redatte sulla base dei medesimi criteri, gli stessi disposti sempre nella sentenza 2011 dal Tar dell’Umbria che ha riconosciuto l’esproprio illegittimo e quindi il ristoro economico. Lunghe e tecniche le regole per la quantificazione del risarcimento decise dai giudici amministrativi, che mercoledì con sentenza non definitiva le hanno ribadite, tra queste il «valore venale dei fabbricati e dei terreni e l’illegittima occupazione con decorrenza dalla data del 28 agosto 1995».
Tar dell’Umbria nomina commissario ad acta Ma visto che tra le parti non c’è verso di mettersi l’accordo, il collegio dei giudici ha ritenuto opportuno «procedere alla nomina di un commissario ad acta che – si legge nella sentenza non definitiva – previa verifica della rispondenza del risarcimento con i criteri definiti in precedenza, provveda a liquidare quanto di spettanza a Costici». L’incarico è stato affidato al direttore del Dipartimento di Economia dell’Università di Perugia, il professor Mauro Pagliacci, che ha comunque la facoltà di farsi sostituire da uno dei suoi docenti.
In aula il 15/4 Il commissario ad acta per scrivere la parola fine sulla lunga vicenda «prenderà visione dei documenti del procedimento e se necessario disporrà sopralluoghi nell’area, richiederà a Costici e Regione un prospetto delle modalità di calcolo seguite per determinare il risarcimento, ne verificherà la correttezza alla luce dei criteri disposti, redigendo apposita relazione, e procederà alla rideterminazione dell’importo dovuto alla ricorrente, riferendone anticipatamente al Tar»”. In aula si tornerà il 15 aprile.
