©Fabrizio Troccoli

Fissata al 20 ottobre, davanti al giudice Angela Avila, l’udienza preliminare in cui si discuterà dell’incendio avvenuto il 7 maggio 2021 a Gubbio che distrusse un edificio adibito a laboratorio per il trattamento della cannabis light e portò alla morte di due dipendenti. Per quei fatti il pm Gemma Miliani ha chiesto il rinvio a giudizio di cinque persone, responsabili dell’attività, gestori e uno dei proprietari dello stabile dove era il laboratorio.

I reati contestati La Procura della Repubblica di Perugia contesta a vario titolo agli indagati i reati di omicidio doloso, incendio doloso, lesioni dolose e omissione dolosa di cautele per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Secondo quanto emerso durante le indagini l’incendio, quindi l’esplosione che uccise Samuel Cuffaro (19 anni) ed Elisabetta D’Innocenti (52), provocando il ferimento di altri due dipendenti, è stato innescato dall’utilizzo di un solvente altamente infiammabile come il pentano e di lavatrici a ultrasuoni. Per il consulente tecnico del Pm, la lavorazione era “oggettivamente pericolosa” perché’ prevedeva che un solvente infiammabile venisse immesso in lavatrici ad ultrasuoni, che si surriscaldavano rapidamente generando un “enorme” rischio di incendio.

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