di Chia.Fa.
Omicidio e lesioni dolose. Si appesantiscono di molto le accuse a carico delle cinque persone indagate per l’esplosione di Gubbio costata la vita a due lavoratori, Samuel Cuffaro di 19 anni ed Elisabetta D’Innocenti, mamma di 52 anni, oltre al ferimento grave di altri due addetti, uno dei quali minorenni. Agli indagati viene contestato anche l’incendio doloso e l’omissione dolosa delle cautele per la prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro.
Cinque indagati L’avviso di conclusione indagine è stato notificato ad Alessandro Rossi, 33 anni, legale rappresentante della Greenvest e della Green genetics, le due società con cui, rispettivamente, veniva commercializzata e prodotta la cannabis; Gabriele Muratori, 29 anni, legale rappresentante Green genetics e socio e gestore di fatto della Greenvest; Maria Glora Muratori, 25 anni, legale rappresentante della Greenvest e socio e gestore di fatto della Green genetics; e Luciano Rossi, 35 anni, considerato socio occulto e gestore di fatto di entrambe le società. Tutti sono difesi dall’avvocato Monica Bisio, mentre il quinto indagato è Giorgio Mosca, 43 anni, proprietario dell’immobile esploso, rappresentato dagli avvocati Luca Maori e Aldo Poggioni, anche lui considerato socio occulto e gestore di fatto di entrambe le società.
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Esplosione di Gubbio: omicidio e lesioni dolose Come emerso fin dalle ore immediatamente successive alla tragedia all’interno del laboratorio in cui si produceva cannabis light, a provocare l’incendio e poi l’esplosione è stato verosimilmente il quantitativo di pentano che era custodito all’interno del sito produttivo di località Canne Greche, dove sono stati trovati otto barili di pentano da 200 liti e alcune altre decine di taniche da 5 litri della stessa sostanza. Confermata anche la pericolosità della lavorazione di estrazione del Thc ideata da uno degli indagati, utilizzando pentano nelle lavatrici a ultrasuoni. Per questi e altri motivi il procuratore Raffaele Cantone ha ritenuto configurabile a carico dei soggetti il dolo eventuale piuttosto che la colpa, che inizialmente era stato ipotizzato.
La consegna di pentano poche ore prima Nell’inchiesta sono finite anche le registrazioni di videosorveglianza che hanno ripreso le ore precedenti alla tragedia, scandite anche dalla consegna di un carico di pentano avvenuto la mattina del 7 maggio. Gli accertamenti tecnici, comunque, hanno permesso di riscontrare la presenza nei locali del pentano che liberava vapori negli ambienti di stoccaggio e lavorazioni che non erano neanche dotati delle condizioni di sicurezza.
Lavatrici a ultrasuoni per estrarre Thc Dalle indagini condotte è emerso che fin dal marzo 2021, ovvero due mesi prima dell’esplosione di Gubbio, il primo piano dello stabile di località Canne Greche era stato trasformato in un laboratorio con le lavatrici a ultrasuoni all’interno delle quali finivano le infiorescenze di canapa e il pentano. L’obiettivo del trattamento, inventato da uno dei soci, per gli inquirenti privo di competenze tecniche e scientifiche, oltreché utilizzato al di fuori di ogni autorizzazione, era ridurre al di sotto dello 0,6 il Thc per poterla commercializzare come cannabis light. Il consulente della Procura ha considerato la lavorazione di estrazione del Thc ideata a Gubbio oggettivamente pericolosa, perché il surriscaldamento delle lavatrici a ultrasuoni con all’interno un solvente infiammabile provoca enormi rischi di incendio e di esalazione di vapori pericolosi.
«Non era cannabis light» Durante le indagini per l’esplosione, poi, le autorità hanno sequestrato un pacco inviato dalla società eugubina a una tabaccheria del Lazio. I sospetti degli inquirenti sul tipo di cannabis prodotto e commercializzato hanno fatto scattare acquisizioni di documenti e perquisizioni a carico di chi l’erba light la comprava dalla ditta di Gubbio. All’esito di una serie di accertamenti a carico degli indagati è stata contestata anche la detenzione illecita della cannabis e la cessione, perché per la Procura il trattamento per l’estrazione del Thc non è consentito e quindi non può produrre cannabis light.
@chilodice
