Polizia in azione (Foto Archivio Fabrizio Troccoli)

Gli agenti della terza sezione espulsioni dell’ ufficio Immigrazione, diretto dal commissario capo Claudio Giugliano, hanno rimpatriato mercoledì due pericolosi delinquenti proseguendo l’attività, disposta dal questore Nicolò D’Angelo, di allontanamento dal territorio soggetti con un corposo curriculum criminale.

Tutto pronto La pianificazione operata con gli agenti della polizia Penitenziaria ha consentito un rimpatrio in poche ore di un trafficante internazionale di stupefacenti F. E. , di 26 anni, albanese, da tempo residente a Parma, arrivato a Perugia nel circuito carcerario. La sua data di scarcerazione, dopo quattro anni e tre mesi di detenzione per una condanna per traffico internazionale di stupefacenti stroncato dalla guardia di finanza della città emiliana, era stata studiata e pianificata da tempo e per la sua uscita dalCapanne, era tutto pronto.

Tempi record Uscita dal carcere, trasferimento in questura, fotosegnalamento e confronto Afis delle impronte , provvedimento di espulsione e udienza di convalida dal giudice di Pace nel giro di due ore. Nel pomeriggio breve viaggio all’aeroporto di Perugia da dove è stato rimpatriato per Tirana con il volo diretto.

Tunisino pericoloso E’ arrivato a Perugia nel 2000, dopo tre anni di clandestinità a Bologna sotto falso nome di un cittadino algerino, e il suo lavoro saltuario da muratore gli ha consentito di avere con sé un permesso di soggiorno . Ma a Pontevalleceppi B.I. , di 43 anni, tunisino, era noto per i continui controlli delle forze di polizia, per i suoi periodi di detenzione in carcere o agli arresti domiciliari e per il suo carattere irascibile e rissoso.

Il suo curriculum Dopo quattro arresti per stupefacenti, due anni fa è stato arrestato dalla squadra Mobile perché trovato in possesso di un fucile rubato e modificato. Punto di riferimento della comunità tunisina locale dedita a traffici illeciti, mercoledì mattina agli agenti del reparto Prevenzione crimine che all’alba lo hanno prelevato dalla sua abitazione ha subito esibito il permesso di soggiorno . Ma stavolta non gli è bastato, perché in questura gli è stato notificato un provvedimento di espulsione per pericolosità sociale.

Il trasferimento Nel pomeriggio è stato trasferito ad un Cie perché non si trova il suo passaporto e non può essere imbarcato in un aereo. Appena le autorità tunisine ne rilasceranno un altro sarà rimpatriato e non potrà per 10 anni rientrare in Italia e negli altri paesi Ue

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani Giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Impegnato nel campo della formazione al giornalismo digitale e multimediale.