Pannelli fotovoltaici

«Occorre intervenire con urgenza su una situazione poco trasparente relativa a un bando pubblico sull’energia pulita di Ener ed Energesco, che va a danno di un migliaio di persone in Italia, di cui 400 solo in Umbria». Lo afferma la senatrice umbra del Pd, Annarita Fioroni, prima firmataria di un’interpellanza urgente presentata al Senato con il gruppo del Partito democratico.

«Chiediamo al ministro dell’Interno Cancellieri e al ministro dell’Ambiente Clini, sulla base di quali considerazioni il precedente governo Berlusconi abbia concesso il patrocinio morale al Convegno dell’Associazione Ener e quali iniziative intenda tempestivamente adottare per contribuire a una positiva soluzione della situazione». Il 30 luglio 2008 il Ministero dell’ambiente ha concesso il patrocinio morale per il convegno di Fiuggi ”100 impianti in 100 comuni d’Italia” promosso dall’Associazione Ener (Ente nazionale energie rinnovabili), associazione non riconosciuta, senza fini di lucro. Tale iniziativa prevedeva la costruzione di 10.000 micro centrali elettriche da realizzare in 18 mesi con un investimento complessivo pari a 200 mln di euro.

«In numerose regioni italiane – spiega Fioroni- diversi enti locali hanno aderito al progetto di Ener alla luce del patrocinio del ministero dell’Ambiente e hanno sostenuto la diffusione di un ‘bando’ pubblico con il quale si sarebbero determinate le graduatorie di cittadini richiedenti per l’ottenimento di un impianto fotovoltaico da 3 KWp (gazebo o pensilina fotovoltaici). Il ‘bando’ – aggiunge – prevedeva la possibilita’ di accedere a un finanziamento per l’installazione di un impianto fotovoltaico su terreno del richiedente, con cessione alla Energesco del conto energia erogato dal Gestore servizi energetici (Gse) a installazione ultimata. La Energesco avrebbe provveduto poi a rimborsare le rate mensili del finanziamento. Questo dal momento che, per legge, il finanziamento andava richiesto dai singoli fruitori, che sarebbero stati successivamente rimborsati da parte dell’azienda».

La senatrice sottolinea che «in Umbria circa 400 cittadini rassicurati a loro volta dalla presenza degli enti pubblici patrocinanti l’iniziativa, una volta sottoscritta la proposta di finanziamento finalizzato all’acquisto del gazebo, non avrebbero né visto realizzato l’impianto né ottenuto il rimborso delle rate come pattuito e quindi sarebbero stati costretti a rimborsare pagando in prima persona l’importo totale, compreso di interessi, per un ammontare di circa 28.000 euro». Per questo, «molti cittadini – conclude – anche assistiti da associazioni di consumatori, si sono rivolti alla magistratura, riuscendo ad ottenere che un’ordinanza del tribunale sospendesse il pagamento delle rate per 18 mesi. La magistratura umbra ha anche posto sotto sequestro i pochi pannelli effettivamente installati, perche’ risultati derivanti da furti effettuati altrove».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.