Un'aula affollata dalle parti civili che intendono chiedere il risarcimento dei danni

di Fabio Toni

Saranno oltre quaranta le parti civili che potranno chiedere il risarcimento dei danni nell’ambito del processo per il rogo di Vascigliano. Il collegio penale del tribunale di Terni ha ammesso la costituzione di tutti i privati – agricoltori e contadini della zona – che sostengono di aver subito danni consistenti in seguito all’incendio che nel luglio del 2009 distrusse il capannone della Ecorecuperi.

Chi sono Si tratta in particolare di persone e imprese che avrebbero fatto i conti con problemi di salute, contaminazioni di terreni e bestiame, svalutazioni degli immobili, maggiori costi di gestione, minori introiti, perdite nelle produzioni e danni di immagine. Oltre ai privati, potranno esercitare l’azione civile anche i ministeri dell’Ambiente e dell’Interno, la Confederazione italiana agricoltori dell’Umbria e – un po’ a sorpresa – il comune di Stroncone che ha presentato la richiesta di costituzione proprio nel corso dell’udienza. Il tribunale ha escluso dalle parti civili le associazioni Earth, Codici ambiente e Codici onlus, il comune di Configni e Legambiente.

Aspro confronto Durante un aspro confronto con le difese degli imputati, le parti civili e il pm Elisabetta Massini hanno evidenziato come il “balletto” delle ordinanze susseguenti l’incendio, abbia di fatto messo in ginocchio gli allevatori e gli agricoltori della zona. Ipotesi di reato che il pubblico ministero ha collegato direttamente alle conseguenze ambientali del rogo, anticipando in parte i temi del processo che entrerà nel vivo con l’apertura del dibattimento.

Prossima udienza Nella prossima udienza, in programma per il 19 giugno, verrà affrontato il capitolo relativo alle responsabilità civili. In aula erano presenti tre dei quattro imputati: il sindaco di Stroncone Nicola Beranzoli, il direttore del dipartimento Arpa di Terni Adriano Rossi e il legale rappresentante della Ecorecuperi, Massimo Scerna. Assente invece l’imprenditore Terenzio Malvetani.

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