L'ecomostro di Spoleto (Preziotti)

di Chia.Fa.

«Non è possibile distinguere tra volumi abusivi e legittimi, se non in modo del tutto arbitrario e i palazzi della Posterna sono interamente abusivi perché realizzati sulla base di un permesso a costruire unico e illegittimo». Così la Corte di Cassazione nelle motivazioni della sentenza di condanna a quattro mesi (pena sospesa) per abuso edilizio sul cosiddetto Ecomostro di Spoleto, emessa a carico di sei persone tra costruttori, tecnici e dipendenti comunali.

Demolizione Ecomostro Spoleto Sul complesso dei due palazzi della Posterna, lungo 80 metri, alto tra 13,2 e 16,3 metri, e profondo in alcuni punti 15 metri e in altri 21, i giudici della Suprema Corte scrivono: «Pur risultando tecnicamente possibile una demolizione parziale, il ripristino dell’assetto territoriale e urbanistico violato può essere garantito soltanto dall’abbattimento totale del fabbricato, realizzato globalmente senza permesso a costruire e privo di porzioni interessate da sanatoria successiva». Nelle nove pagine depositate lunedì dalla Quarta sezione penale, che l’11 dicembre ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dagli avvocati Manlio Morcella, Massimo Marcucci e Nerio Zuccaccia, viene giudicata «infondata» la censura avanzata dalle difese, rappresentate dagli avvocati Manlio Morcella, Massimo Marcucci e Nerio Zuccaccia, contro l’abbattimento totale dei volumi stabilito dalla Corte d’Appello di Firenze.

Corte di Cassazione «Il motivo della censura appare manifestamente infondato, ma anche generico non essendo stato nulla dedotto su come il giudice d’appello avrebbe dovuto distinguere in concreto la parte da demolire e la parte da conservare» dei due palazzi della Posterna, uno di quattro e l’altro di cinque piani, equivalenti a a 14.254 metri cubi in base a un conto di indice edificatorio pari a 7,5 e giudicato errato in via definitiva dalla Cassazione che invece individua in 2,92 l’indice corretto per l’area. In queste ore non si registrano commenti ufficiali da parte delle difese, che hanno preso visione martedì delle motivazioni della sentenza definitiva, ma già si rumoreggio di un jolly da calare dalla manica.

Le difese Quale mossa legale sia al vaglio non è al momento noto. Al momento la sentenza sarebbe destinata al giudice di esecuzione che fin qui è stato riconosciuto nel tribunale di Spoleto, tuttavia non è escluso, così come emerso in diversi ambienti nelle ultime ore, che possa essere la Corte d’Appello di Firenze a procedere. Sembra complicarsi almeno sotto il terreno normativo anche l’ipotesi di sanatoria in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico come quella della Posterna.

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