Palazzo della Posterna

L’Ecomostro di Spoleto deve essere interamente demolito. Questo si legge nelle motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione che un mese fa circa ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalle difese dei sei imputati, tutti condannati in via definitiva a quattro mesi per abuso edilizio. Come noto si tratta dei costruttori Rodolfo Valentini e Francesco De Megni, degli architetti Giuliano Macchia e Alberto Zanmatti, dei dipendenti comunali Giuliano Mastroforti e Paolo Gentili.

Cassazione conferma demolizione totale Stando a quanto filtra da Roma la quarta sezione penale della Suprema Corte ha depositato le motivazioni stabilendo che i 14 mila metri cubi costruiti a ridosso della mura, i cosiddetti Palazzi della Posterna noti ai più come Ecomostro, devono essere totalmente abbattuti. Il ricorso delle difese, rappresentate dagli avvocati Manlio Morcella, Massimo Marcucci e Nerio Zuccaccia, è stato dichiarato inammissibile perché sulla problematica dell’indice di edificabilità da applicare e quindi dei volumi da costruire, l’orientamento interpretativo del Consiglio di Stato era chiaro e consolidato da anni, ponendosi in contrasto coi provvedimenti amministrativi adottati dal Comune di Spoleto, non smentiti da alcuni pareri adottati ex post dagli enti locali coinvolti e privi di valenza ai fini assolutori.

Esecuzione della sentenza Le difese al momento non risultano in possesso delle motivazioni della sentenza, per cui ogni commento viene rimandato, mentre restano al vaglio eventuali contromosse. Sotto il profilo della demolizione, tecnicamente, la sentenza sarà inviata al tribunale di Spoleto col giudice d’esecuzione, questo risulta, che avvierà tutte le interlocuzioni del caso con le parti e pure col Comune di Spoleto per dar seguito alla pronuncia.

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