Nasce dalle denunce dei cittadini, anche umbri, l’inchiesta delle procure di Arezzo e Forlì, che hanno iscritto sul registro degli indagati 22 fra legali rappresentanti, dirigenti e direttori lavori, di numerose società che nel periodo dal 2010 al 2014 hanno eseguito interventi di manutenzione, miglioramento e messa in sicurezza, lungo la E45, per ciò che riguarda i tratti romagnolo e aretino fino ai confini con l’Umbria.
I reati Ciò che le procure ipotizzano è che le ditte che hanno eseguito lavori abbiano mancato «agli obblighi indicati nei contratti di fornitura stipulati con l’Anas». «Il materiale – secondo gli inquirenti – cementato e stabilizzato non era conforme alle condizioni dettate dai contratti di fornitura». Inoltre i 22 sempre in concorso e a vario titolo «ponevano in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti». Solo per la romagna tra 2010 e 2014 sono giunte 153 segnalazioni per danneggiamenti ai mezzi e 19 per incidenti stradale.
Gli indagati L’indagine prende in esame 23 contratti, di importo complessivo di 15.536.955 euro. Le aziende coinvolte nell’indagine hanno sede legale nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Bologna, Modena, Ferrara, Arezzo, Rovigo, Palermo, Caserta, Latina e Trento. Mercoledì – secondo quanto riporta Arezzo Notizie – si è svolto un sopralluogo: hanno preso parte al blitz quattro pattuglie della polizia stradale di Arezzo, guidata dal comandante Alessandro Rossi. Il perito scelto dalla procura per valutare la qualità dei lavori di manutenzione all’infrastruttura è l’ingegner Antonio Turco.
Cirignoni soddisfatto «Soddisfazione per la storica inchiestac» viene espressa dal consigliere regionale umbro, Gianluca Cirignoni. «Finalmente – dice – si sta facendo luce su questo scandalo a cielo aperto e mi auguro che l’indagine si estenda anche all’intero tratto umbro». Lo stesso Cirignoni ricorda di aver presentato in questi anni diverse interrogazioni in merito alle «disastrose condizioni della E45, rimaste peraltro senza risposta, e ben 4 esposti alle Procure della Repubblica di Forlì, Arezzo e Perugia». Cirignoni spiega che alcuni mesi fa, aveva depositato un esposto alla procura di Arezzo «proprio sul tratto oggetto delle indagini approfondite. Un’iniziativa la mia che fu da stimolo ad un comitato di cittadini che presentò un altro esposto corredato da migliaia di firme. Quello che stupisce è il silenzio assordante della politica e delle istituzioni locali e regionali sulle condizioni disastrose in cui versa l’importante arteria di comunicazione. Auspico – conclude Cirignoni – che dopo questa indagine il futuro della E45 possa essere migliore, e che la strada di vitale importanza per l’Umbria diventi sicura e moderna, rimanendo pubblica e gratuita. E magari affidata ad un consorzio formato dalle Regioni che attraversa».
