Un'auto dei carabinieri (foto archivio Fabrizi)

Serviva forse da ulteriore ‘benzina’ per reggere i ritmi massacranti di lavoro la cocaina acquistata da alcuni camionisti lungo la E45. A scoprirli sono stati i carabinieri della compagnia di Perugia che dopo osservazioni e pedinamenti hanno arrestato colui che vendeva la droga agli autisti, ovvero un pregiudicato tunisino di 36 anni, irregolare, nullafacente e senza fissa dimora il cui ‘ufficio’ era un’area di sosta lungo la superstrada in direzione Roma. Come risulta dalle indagini durate giorni, grazie a una stradina pedonale il 36enne arrivava all’area di servizio e, nella zona riservata a camion e autobus, saliva in cabina concordando quantità e prezzo con gli autisti. Poi, una volta sceso, il tunisino si allontanava velocemente dall”ufficio’.

L’operazione Per giorni i militari hanno osservato l’andirivieni dentro l’area di servizio e la frequentazione assidua di alcuni autotrasportatori della zona fino a quando, nelle scorse ore, hanno arrestato il 36enne mentre stava passando la droga a un camionista. Come ulteriori prove del giro di affari, a casa del tunisino sono stati trovati due cellulari e tutto il kit che serve a confezionare le dosi. Quanto all’autotrasportatore, un pregiudicato di Assisi, è scattato il ritiro della patente. In manette, nel corso di un’altra operazione fatta dai carabinieri di Città di Castello, è finito poi un operaio 30enne trovato con 17 dosi di Mdma e tre di cocaina destinate ad una discoteca della provincia di Perugia.

Arrestato 30enne Ai militari che lo hanno fermato per un normale controllo ha detto che era diretto a ballare ma è a questo punto che i carabinieri lo riconoscono: alcuni mesi prima infatti l’operaio, residente a Città di Castello, era nell’auto di uno spacciatore trovato con 100 dosi tra cocaina ed ecstasy. E così i carabinieri decidono di passare al setaccio l’auto dal cui tettuccio spunta un piccolo vano con dentro un pacchetto di sigarette e la droga già confezionata e quindi presumibilmente pronta per essere spacciata. Fatto che ha convinto i militari ad arrestare il 30enne nonostante fosse incensurato. L’arresto è stato convalidato lunedì mattina dal giudice che ha rimesso l’operaio in libertà in attesa del processo che si celebrerà a gennaio.

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