Noemi Moscetta è morta nel 2008 insieme al suo istruttore Antonino Sarica

di Francesca Marruco

«Io sono basita da questa situazione, sono basita da come sono stata trattata da questo Stato, io pago le tasse e vorrei vedere le cose che funzionano, soprattutto la giustizia, le altre persone che hanno figli, che cosa si aspettano? Sono passati sette anni dall’incidente in cui è morta mia figlia Noemi, il processo è iniziato nel 2012, e adesso siamo a un passo dalla prescrizione». A parlare è Beatrice, la mamma di Noemi Moscetta, la 23enne che nel 2008 morì in un incidente aereo.

L’incidente Noemi Moscetta morì insieme al suo istruttore Antonino Sarica, la sera del 20 gennaio 2008 dopo essere precipitati con un Cessna nelle campagne di Bastia Umbra. Secondo una relaziona tecnica fatta durante le indagini, l’incidente sarebbe stato causato da un filtro  usurato, che per la sicurezza in volo è fondamentale. E a ripeterlo alla torre di controllo prima dello schianto era stato proprio l’istruttore a bordo del velivolo: il guasto che stava causando la loro caduta era all’orizzonte artificiale, lo strumento che indica l’assetto dell’aereo, e che quindi, guida i piloti anche in condizioni di scarsa visibilità, come era quel giorno nelle campagne di Costano.

Tre imputati A processo per quelle due morti ci sono Riccardo Marano, Gerardo Marziello e Alberto Lucantoni, rispettivamente legale rappresentante della Aviomar, capo controllo e responsabile della gestione tecnica della Aviomar e funzionario dell’Enac addetto alla verifica delle condizioni di navigabilità degli aeromobili della Aviomar. Noemi Moscetta aveva già il brevetto di volo, ma voleva diventare pilota, e, insieme al suo istruttore stava facendo un volo in notturna. Entrambi morirono sul colpo. I loro corpi straziati vennero ritrovati nelle lamiere del Cessna. A suo nome è stata anche istituita un’associazione onlus.

La relazione dell’ANSV: seri dubbi manutenzione Enac Venerdì mattina in tribunale a Perugia verranno ascoltati tutti i periti, di parte e non, che hanno lavorato sul caso. In particolare, verrà esposta la relazione dell’ANSV, in cui si dice che «la perdita di controllo è stata ragionevolmente indotta dall’inattendibilità degli assetti di volo presentati dell’orizzonte artificiale, in una condizione di volo di scarsa visibilità. La ridotta distanza da terra e conseguentemente il limitato tempo a disposizione per poter riacquisire la piena situation awareness in una situazione di scarsa visibilità hanno reso vano ogni tentativo di recupero dell’aeromobile. La inattendibilità della strumentazione giroscopica indicatrice di assetto è probabilmente riconsucibile ad una condizione di intasamento del filtro pirncipale dell’impianto vacuum di alimentazione dell’orizzonte artificiale e del girodirezionale. Più in generale – si legge nelle conclusioni della perizia – le incongruenze e le difformità nella documentazione esaminata inevitabilmente fanno sorgere dei seri dubbi sia sulla qualità della manutenzione effettuata sul velivolo, sia sull’effettivo svolgimento di una efficace azione di sorveglianza sull’organizzazione manutentiva da parte dell’Enac». Dal canto loro gli imputati hanno sempre respinto la tesi della negligenza, sostenendo invece che l’incidente si verificò per le avverse condizioni meteo.

Prescrizione Marano, Marziello e Lucantoni sono accusati di omicidio colposo e di delitto colposo di danno.  Il pm Giuseppe Petrazzini, in seguito all’incidente aveva nominato un perito che aveva poi depositato una relazione in cui si diceva che la sostituzione fittizia del filtro dell’aria aveva quantomeno concorso a determinare l’incidente. Quel filtro costava 12 dollari.  E della sostituzione di quel filtro erano responsabili per l’accusa gli odierni imputati per cui il 20 luglio si prescrive tutto. Il presidente del collegio Gaetano Mautone si è detto disponibile a calendarizzare velocemente per giungere quanto prima ad una sentenza di primo grado. «Se ci sarà già stata almeno una sentenza di primo grado – dice la mamma di Noemi – sarà già qualcosa e si potrà parlare anche del risarcimento. Fino ad ora io non ho visto una lira, mi sono solo indebitata fino agli occhi tra periti e avvocati».