di Fra. Mar.
Le ragazze le reclutavano in Romania e le facevano prostituire tra Perugia e Orvieto, la droga, fondamentalmente la vendevano nel tuderte. Con le accuse di spaccio e sfruttamento della prostituzione, il gip Carla Maria Giangamboni ha emesso otto ordinanze di custodia cautelare in carcere, cinque delle quali eseguite giovedì mattina dai carabinieri della compagnia di Todi. Dalle prime luci dell’alba, 50 carabinieri con l’ausilio di unità cinofile antidroga hanno eseguito le misure cautelari nei confronti di cinque albanesi, legati tra loro da rapporti di parentela e tutti residente nel tuderte.
Due anni di indagini L’operazione Si tratta dell’epilogo di una complessa attività investigativa denominata Artur condotta dai militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di Todi e coordinata dal sostituto procuratore Antonella Duchini partita nel 2009, nel corso della quale sono state arrestate altre sette persone.
La prostituzione I carabinieri hanno scoperto un traffico di esseri umani dalla Romania: giovani donne venivano reclutate e costrette con la violenza a prostituirsi. Le donne sfruttate, non solo dovevano corrispondere ai loro protettori la metà degli “introiti”, la metà di quanto guadagnavano, ma venivano anche private dei loro documenti e per rientrarne in possesso dovevano pagare una somma di circa 2.000 euro. In particolare lo sfruttamento della prostituzione era gestito da un albanese e un rumeno tutt’ora ricercati. Che portavano le donne principalmente sulle strade di Perugia e Orvieto. Tutte zone ben definite, frutto di una ripartizione territoriale con altri protettori.
La droga Per quanto riguarda, invece, le indagini concernenti il narcotraffico queste hanno permesso di mettere fine all’ attività svolta in tale settore dal citato albanese, ma anche di altri cittadini albanesi che spacciavano a Todi, Massa Martana e di Gualdo Cattaneo. I militari hanno recuperato circa 150 grammi di cocaina, con cui rifornivano numerosi assuntori del circondario.
Gli arrestati In manette sono finiti Leonard Sulaj, 31enne albanese, Alfred Dervishi, detto Freddy, di 28 anni, Cukari Sami, detto Erving, di 35 anni, Ariano Malo di 41 anni e Sander Hila di 30 anni.



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