Uno degli arrestati (Foto F.Troccoli)

di Francesca Marruco

«E’ scappato in Tunisia con la moglie e il fratello. Hanno costruito una casa a tre piani e addirittura so per certo che ha trasferito sempre in Tunisia oltre 400 mila di fondi proventi della droga». A dirlo è un tossicodipendente che dall’associazione di spacciatori sgominata dai carabinieri di Todi ha stimato di aver acquistato oltre duemila dosi di eroina, parlando del capo dell’organizzazione che ha gestito un fiume di denaro stimato in 10 milioni di euro l’anno provenienti dallo spaccio di eroina in Umbria.

La propaganda Era lui, conosciuto come Alì, che «riceveva le telefonate e mandava gli emissari, quando la qualità della droga non era buona – aggiunte il cliente –per riprendere i clienti usciva lui di persona a distribuire qualche dose da regalare». Lo dice anche il gip Alberto Avenoso, che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per 36 persone, che «un elemento che contraddistingue l’attività dell’organizzazione era l’attività propagandistica. Infatti, nel momento in cui approvvigionavano di droga avvertivano immediatamente la clientela, inviando messaggi ed effettuando chiamate in cui esaltavano la buona qualità della droga».

Spacciava col figlio neonato in auto Dell’organizzazione che immetteva fiumi di eroina sulla piazza perugina, faceva parte anche la moglie italiana del capo. Si tratta di una donna che spesso faceva da autista al suo uomo quando andava a vendere cocaina. E secondo quanto riferito da alcuni assuntori, «accompagnava il marito anche quando era incinta o con il bambino appena nato».

Sono del clan dei Casalesi Dalla prima organizzazione poi se ne è staccata un’altra, parallela, in seguito ad una discussione sulla gestione dei soldi. Di questa seconda associazione parallela, che di fatto gestiva la stessa clientela, faceva parte tra l’altro un italiano, che un tossicodipendente indicò come «del clan dei ‘Casalesi’». «Una volta mi ha riferito che veniva da Napoli e che faceva parte del clan dei Casalesi».

L’indagine I carabinieri di Todi guidati dal capitano Marcello Egidio, hanno ascoltato oltre novanta tossicodipendenti a cui hanno fatto riconoscere le facce dei loro spacciatori.  Ne hanno intercettati oltre 200. Hanno pedinato e trovato riscontri. E alla fine hanno tirato le somme, assestando un colpo durissimo all’organizzazione criminale che gestiva questo ingente flusso di eroina a Perugia e nei territori della provincia. Diciannove persone risultano ancora ricercate.