Donna aggredita a Terni nella sua casa di via Cannizzaro ©Marta Rosati

di Marta Rosati

Il sapore della vendetta, un gesto che sa di avvertimento. Fortemente provati e spaventati per quanto accaduto in via Cannizzaro a Terni, gli abitanti del vicinato sospettano che ci sia questo all’origine dell’agguato teso all’83enne, insegnante di storia dell’arte in pensione.

Indagini sul fatto di sangue di via Cannizzaro Non è in pericolo di vita ma vista l’età e lo choc subito, i medici dell’ospedale Santa Maria di Terni hanno disposto il ricovero della donna aggredita in casa e sfregiata al volto all’alba di martedì. L’anziana è rimasta così sotto osservazione in un ambiente protetto dopo che la sua abitazione è stata violata da un soggetto al momento ignoto che le ha provocato ferite da taglio dalla testa al collo, fino a una mano con la quale probabilmente ha cercato di difendersi dal suo aggressore mentre era nel suo letto.

Agguato notturno in casa della prof La finestra rotta, l’ingresso dal terrazino del primo piano sul lato più alto, dove ci sono i garage, poi i tagli con una lama e la fuga dalla porta di casa, lasciata aperta forse per non fare troppo rumore. Le indagini proseguono, gli inquirenti, sotto il coordinamento della Procura di Terni, titolare del fascicolo la pm magistrato Elena Neri, lavorano intensamente e non avrebbero ancora escluso nessuna ipotesi. Tuttavia fonti confidenziali vicine alla donna torturata, temono possa essersi trattato di una ritorsione.

Sfregiata al volto I residenti, alcuni vivono lì da sempre, negli ultimi tempi avrebbero più volte lamentato un certo disagio per il continuo viavai di gente sospetta, avvertito schiamazzi, musica ad alto volume, avrebbero persino notato cancelli forzati e sorpreso soggetti estranei in aree condominiali intenti a banchettare con pizze e birre. Aver rappresentato tale stato di cose alle forze dell’ordine, chiedendo maggiori controlli e sicurezza, potrebbe aver infastidito qualche malvivente. Tra le varie, questa è senza dubbio una pista al vaglio. La testimonianza della donna ferita e le immagini riprese da sistemi di videosorveglianza presenti in zona, sono nelle mani degli inquirenti impegnati a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto per identificare uno o due aggressori e stabilire il movente di un agguato notturno così feroce a una donna anziana e sola, molto attiva nel sociale.

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