di Mar.Ros.
Il genero di Enza Delli Gatti, 71enne di Avellino trovata sepolta nel giardino della casa di famiglia ad Arrone, è indagato per occultamento di cadavere. Proseguono senza sosta le indagini degli inquirenti; ancora molti gli aspetti da chiarire, ma intanto c’è un nome nel registro del fascicolo aperto dalla Procura di Terni, che coordina le indagini attraverso il Pm Raffaele Pesiri. Si tratta della stessa persona che, alle forze dell’ordine intervenute nel terreno privato dell’abitazione, ha indicato il punto preciso in cui scavare per rinvenire il corpo senza vita della suocera.
L’autopsia Se l’anziana sia morta per cause naturali o ci sia altro dietro il decesso, sarà l’autopsia a stabilirlo. L’esame autoptico sarà svolto nella giornata di giovedì dal medico Massimo Lancia, forse in collaborazione con un altro specialista, date le condizioni di profonda decomposizione della salma. A quando risalga l’occultamento del cadavere è un altro dato al momento sconosciuto ma si ipotizza diversi mesi fa. Sul movente, ancora nulla di ufficiale, ma l’idea è che la mancata denuncia di decesso della donna sia da ricondurre alla volontà di percepire indebitamente la sua pensione.
Da Avellino ad Arrone Della 71enne, nonostante fosse anche madre di più figli, una viveva con lei, nessuna denuncia di scomparsa. L’ultimo contatto oltre le mura di casa la donna lo avrebbe avuto con i medici dell’ospedale quando era stata ricoverata circa un anno fa per un malore. L’abitazione del resto sorge in una strada di campagna piuttosto isolata, a ridosso del borgo di Labro (al confine tra le province di Terni e Rieti) e tra i residenti nelle case distanti qualche decina di metri, nessuno aveva rapporti con quella famiglia.
La macabra scoperta La segnalazione ai carabinieri è arrivata nel pomeriggio di lunedì da Avellino, dove la moglie dell’indagato, per ragioni al vaglio degli inquirenti, si trovava, si dice, già da qualche tempo. Sarebbe stata lei a dire: “Mia madre è lì” e ad attivare così le indagini. Quale sia il suo livello di coinvolgimento nella vicenda, saranno le ulteriori indagini a stabilirlo; intanto nella comunità arronese c’è sgomento. La famiglia, che ha vissuto a lungo di pastorizia, non è residente nel paesino della Valnerina ma già da 20 anni è proprietaria di quella casa, anche se viveva lì stabilmente solo dal 2023. L’indagato ha riferito di lavorare saltuariamente come muratore.
