di Enzo Beretta
Dodici persone denunciate e 67 mila euro di multa: è questo il bilancio del Corpo forestale dello Stato impegnato nei controlli delle aree industriali dell’Umbria. Le verifiche svolte tra luglio e settembre – informa una nota del comandante Guido Conti – si sono concentrati sulle aziende che producono rifiuti speciali o pericolosi, perciò officine meccaniche, carpenterie e ditte che lavorano materie plastiche. Sono finite nel mirino 164 aziende industriali e artigianali: 11 notizie di reato, 12 denunce all’autorità giudiziaria, poco meno di 70 mila euro di multa. In caserma è stato riferito che oltre alla gestione ‘sporca’ dei rifiuti in un paio di casi sono state accertate irregolarità sullo scarico di acque reflue inquinanti.
Qui Perugia Centosei i controlli nelle ditte in provincia di Perugia (per lo più perugino e altotiberino) dove sono stati individuati casi di abbandono e deposito di rifiuti speciali pericolosi ma anche lo scarico di acque reflue industriali nella pubblica fognatura senza le autorizzazioni.
Qui Terni In collaborazione con Arpa – informano dal Comando di via Bonfigli – sono stati svolti controlli nel comprensorio ternano ed amerino. In un caso è stato contestato lo smaltimento illecito di rifiuti mediante incenerimento e deposito incontrollato di rifiuti. In quella provincia il Corpo forestale dell’Umbria ha anche sequestrato materiali ferrosi. Essenzialmente – spiega il comunicato – le sanzioni amministrative per 26 mila euro hanno riguardato violazioni agli obblighi di compilazione dei registri di carico e scarico di rifiuti, mancate comunicazioni dei dati ma anche l’omessa consegna a centri di rottamazione autorizzati di veicoli a motore fuori uso.
