di Chiara Putignano

«Mi ha spintonato con un tubo di metallo ma ho cercato di mantenere la calma. Volevo fargli capire che c’era chi non lo temeva e che era il caso di tornare a casa. Invece, a un certo punto, ha tirato fuori una pistola e me l’ha puntata più volte alla testa e al petto». Questo il racconto da brividi di Youness, quarantenne marocchino residente del quartiere Borgo Bovio di Terni, che domenica sera è stato protagonista di un gesto coraggioso: ha disarmato un uomo ubriaco che molestava i cittadini e lo ha consegnato alle autorità.

Il racconto Domenica intorno alle 22.30, «stavo lavorando al mio computer quando ho sentito delle grida. In strada c’era una persona che da un paio di giorni infastidiva i passanti. Ho pensato fosse semplicemente ubriaco, un po’ di baccano poi sarebbe tornato a casa. Invece no, insultava e minacciava chiunque e a un certo punto si è denudato». Così Youness si è fatto coraggio ed è sceso in strada per far capire a quell’uomo «che c’è chi non lo temeva». La situazione però non cambia. I passanti vengono messi in fuga e aggrediti, così il cittadino decide di interporsi. «Volevo fargli capire che era il momento di tornare a casa. Insomma, ho provato a farlo ragionare con calma».

Aggressione Di tutta risposta, l’uomo lo spinge e colpisce con un asta di metallo, ferendolo all’addome. Poi sparisce per qualche istante e i residenti, che assistono alla scena, allertano le forze dell’ordine. Ma quando l’uomo torna ha con sé una pistola. La punta più volte contro Youness minacciandolo. Ѐ in questo momento che, con estrema lucidità e approfittando di un momento di distrazione dell’aggressore, il quarantenne riesce a disarmarlo e a bloccarlo fino all’arrivo delle autorità. E proprio mentre l’uomo viene preso in carico dagli agenti, rivolge contro Youness minacce ancora più spaventose: «Tu sei morto», gli ha gridato. L’indomani nei suoi confronti scatta una denuncia per resistenza. Lunedì infatti l’uomo è tornato ubriaco a infastidire i passanti.

«Voglio dare speranza ai cittadini» Youness se l’è cavata con degli accertamenti in pronto soccorso ma l’epilogo avrebbe potuto essere del tutto diverso. «Ho avuto paura, vivo solo e ho un figlio a cui badare. Ho riflettuto molto prima di agire perché è un attimo che, in queste situazioni, si passa dalla ragione al torto. La prepotenza proprio non la tollero e credo che non si possa vivere nell’indifferenza. Nel quartiere ci sono anziani e bambini e ho sentito di dover agire». Non solo, parlando con Umbria24, Youness vuole lanciare un messaggio alla cittadinanza: «Le forze dell’ordine non possono essere ovunque e non possono fare i miracoli. Il resto dipende da noi cittadini. Credo che dovrebbe esserci una sorta di collaborazione tra noi per una Terni più sicura e tranquilla».

Il messaggio Ma non è tutto qua. Una cosa che Youness ci tiene a sottolineare è che spera di essere un esempio per le persone: «Io sono marocchino. Spesso la cittadinanza è abituata al fatto che lo straniero sia delinquente, ma non è così. Ci tengo a Terni, per me è la seconda casa, mio figlio è nato qui. Sento di appartenere a questa città e spero che le cose possano migliorare».

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