Per farla salire sull’autobus, una corsa urbana di Umbria Mobilità, l’hanno dovuta sollevare di peso in quattro. Senza la buona volontà di un vigile urbano e di due passanti, probabilmente la ragazza – costretta sulla sedia a rotelle – sarebbe rimasta lì, fra la strada e il marciapiede. Ad aspettare un bus con una pedana funzionante.
VIDEO. E QUESTO E’ ACCADUTO A PERUGIA
Vergogna Il fatto è avvenuto giovedì mattina in corso del Popolo, a pochi passi dal palazzo di giustizia. Non è difficile immaginare il senso di umiliazione di chi, per accedere a quello che è un proprio diritto, non può prescindere da un gesto di gentilezza degli altri. A provare vergogna, però, dovrebbero essere coloro che hanno il compito di garantire servizi efficienti e uguali per tutti, senza disparità fra normodotati e disabili.
L’Unmil «Conosco bene la ragazza – racconta Gianfranco Colasanti, presidente regionale dell’Unmil – e purtroppo non è la prima volta che le capita una cosa del genere. Gli autobus urbani ed extraurbani devono essere tutti muniti di pedane per disabili. Può capitare un problema tecnico, ma non è possibile che tutti i mezzi presentino lo stesso identico problema. Questa ragazza, ancora una volta, è stata costretta a farsi caricare a bordo come un sacco di patate. Tutto ciò è vergognoso».
La richiesta In passato il rappresentante dell’Unmil, anche lui costretto su una sedia a rotelle, ha contattato la dirigenza di Umbria Mobilità per sollecitare una soluzione: «Mi sono appellato al direttore amministrativo Mauro Proietti che è una persona sensibile – spiega Colasanti -. Ad oggi però non è cambiato nulla. I mezzi ex-Atc andrebbero tutti ricontrollati e messi in condizione di poter offrire un servizio a norma, anche a chi ha bisogno. Non chiediamo nulla di eccezionale, ma solo che le pedane siano funzionanti».
Comportamenti Alle numerose barriere architettoniche presenti in città, spesso si aggiungono quelle create dai cittadini con il loro comportamento: «Tante persone parcheggiano proprio davanti alle rampe dei marciapiedi riservate ai disabili. Loro magari non ci fanno caso, ma non si rendono conto di quanti problemi creano a una persona che deve attraversare la strada o prendere un mezzo pubblico».
Questione di sensibilità Infine una stoccata agli amministratori locali: «Con l’avvicinarsi delle elezioni – attacca Gianfranco Colasanti – tutti inizieranno a riempirsi la bocca di buoni propositi sugli anziani, i disabili e le persone in difficoltà. Poi magari si scordano tutto appena dopo il voto. Anche a Terni ci sono decine di situazioni di difficoltà che potrebbero essere risolte con poco, a volte basta un piccolo sforzo. A parole sono tutti sensibili, poi però a parlare sono i fatti».
