Un allevamento di galline a terra (Foto archivio)

«La sezione di veterinaria e sicurezza alimentare della Regione Veneto ha trasmesso un elenco di mangimi per animali contaminati da diossina, ricevuto dalla Regione Umbria e rientrante nel quadro del sistema europeo di rintraccio degli alimenti e mangimi contaminati. La contaminazione – si legge in una nota stampa della Asl 18 di Rovigo – è stata originata da una partita di mais di provenienza ucraina, sbarcato nel porto di Ravenna, poi fornito a industrie mangimistiche italiane al momento nel territorio dell’azienda sanitaria polesana, sono interessati tre tipi di mangime per pollame da cortile prodotti dalla ditta Mignini & Petrini, nello stabilimento di Petrignano d’Assisi, Perugia».

Quali sono «I mangimi – sempre secondo la nota della Asl – sono denominati: p51 – prima briciola- lotti 758464, 759876, 76237, p52 briciola 2 lotti 758862, 762377,760230, 75844, p01 – primi giorni lotto 760232. Questi mangimi sono forniti ai rivenditori di zona Martinello Renzo di Lendinara e Salvan Ferdinando Di Borsea, sempre secondo quanto riferito nella lista fornita dalla Regione Umbria, e da questi ceduti ad allevatori locali in piccole quantità. Poiché la cessione è avvenuta tramite scontrino fiscale e non fattura, mancando quindi gli elementi ulteriori per rintracciare i destinatari, si rende necessaria la maggior divulgazione possibile della notizia per avvisarli del rischio per la salute».

Cessare l’utilizzo «Si invitano tutti coloro che avessero acquistato tali mangimi, appartenenti ai lotti elencati, a sospenderne immediatamente l’utilizzo. Per quanto riguarda le produzioni (carne e uova) ottenuti, a contattare il servizio veterinario Asl 18 per ulteriori informazioni rivolgersi al dr. Enrico Tammiso (0425393797-0425393741) ed al dottor Alberto Cuoghi (0425598232-0425598603). Sarà cura del servizio veterinario fornire aggiornamenti a mezzo stampa qualora emergessero ulteriori informazioni in merito.

La risposta della ditta Non si è fatto attendere anche l’intervento della ditta Mignini e Petrini che in una nota afferma: «In relazione alle notizie apparse sulla stampa, notizie che avrebbero preso corpo da una nota stampa dell’Asl 18 di Rovigo, la Mignini & Pertrini fa presente che i propri mangimi, prodotti fino a oggi, sono tutti risultati conformi ai parametri di legge, e privi di qualsiasi contaminazione da diossina»

Contaminazione non accertata «I mangimi prodotti dalla Mignini & Petrini – si legge ancora nella nota – sono peraltro tutti sottoposti a verifiche di conformità da parte dell’azienda prima di essere immessi nel mercato. In tutta Italia è stato attivato dalle autorità competenti un sistema di allerta per possibile contaminazione da diossina di una partita di granturco proveniente dall’Ucraina, e venduta a molti operatori del settore: sono ancora in corso gli accertamenti da parte delle autorità competenti tesi a verificare la reale sussistenza della contaminazione».

Allarmismo «Dare quindi per certa una contaminazione da diossina – quando ancora le autorità competenti non hanno esaurito tutti gli accertamenti e verifiche del caso – significa diffondere notizie non vere e inutilmente allarmanti. Tanto è vero che lo stesso Ministero della Salute ha già ritenuto commerciabili – e utilizzabili – i mangimi prodotti da tutte le imprese di settore con l’impiego del mais in questione in misura non superiore al 32%. L’allerta, misura di cautela che si attiva in ipotesi di potenziale contaminazione, riguarda tutto il settore di produzione dei mangimi, non soltanto la Mignini & Petrini».

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