Avevano assaltato il Bar Sorriso di Terni, tradizionale ritrovo per i tifosi rossoverdi. Questa mattina la polizia ha eseguito 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere disposte nei confronti di altrettanti ultras pisani dal Gip di Terni, Maurizio Santoloci, su richiesta del pm Barbara Marzullo.

Indagine della Digos L’operazione  arriva al termine di una lunga  e difficile indagine che è stata condotta dalla Digos di Terni in stretto raccordo con la Digos di Pisa e ha portato all’individuazione di tutti i componenti del gruppo di ultras del Pisa calcio che, intorno alle 11 di domenica 12 settembre, armati di bastoni, mazze da baseball, tirapugni, petardi, hanno fatto irruzione all’interno del Bar Sorriso, luogo di abituale ritrovo della tifoseria organizzata della Ternana, danneggiando gravemente mobili e vetrine, provocando panico tra gli avventori e ferendo seriamente la titolare dell’esercizio, che ha subito la frattura di una mano.

Partita a rischio Quel pomeriggio era in programma la partita Ternana–Pisa del campionato di Lega Pro, in occasione della quale, proprio in considerazione dell’elevatissima rivalità esistente tra la tifoseria umbra e quella toscana, era stata vietata la vendita dei biglietti di ingresso allo stadio ai supporters pisani non in possesso della “tessera del tifoso”.

Blitz a Terni e ritorno Le indagini hanno consentito di accertare che tre degli arrestati già il giorno precedente all’agguato avevano effettuato un sopralluogo a Terni per individuare l’obiettivo del blitz dell’indomani. L’intero gruppo assalitore, composto da soggetti noti per la loro appartenenza alle compagini ultras del Pisa denominate “SCONVOLTS”, “SVITATI”, “WANDERERS”, “KAPOVOLTI” e “RANGERS”, era poi partito compatto da Pisa nelle prime ore della mattinata di domenica 12 settembre, per arrivare a Terni intorno alle 11, riuscendo a consumare con particolari violenza e organizzazione il loro proposito criminoso. Subito dopo, a bordo dei pulmini e monovolume noleggiati per l’occasione, era ripartito alla volta di Pisa, rientrando in quella città già alle 14, in tempo per poter vedere in tv la diretta della partita.

I reati Gli ultras pisani sono stati ritenuti responsabili, in concorso tra di loro, dei reati di lesioni personali aggravate, danneggiamento aggravato, porto di armi od oggetti atti a offendere, nonché di violazione della normativa specifica in materia di contrasto alla violenza in occasione di manifestazioni sportive. Nei loro confronti sarà applicato, con il massimo rigore, anche il provvedimento di divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive (Daspo).

Calcio solo un pretesto «L’incontro di calcio, quindi – secondo gli inquirenti –  ha solo rappresentato il pretesto per consumare un proposito delittuoso studiato preventivamente nei minimi dettagli (predisposizione dei mezzi di trasporto, delle armi da utilizzare, individuazione dell’obiettivo, scelta dell’orario e del percorso di fuga) e consumato con particolare freddezza, lucidità e organizzazione, segnali evidenti di una spiccata capacità a delinquere di tipo seriale, così come riconosciuta dall’Autorità giudiziaria nei provvedimenti di custodia cautelare eseguiti questa mattina».

No alla tessera La frangia estremistica della tifoseria del Pisa, infatti, come la maggior parte del tifo organizzato, è da tempo impegnata in attività di forte contestazione nei confronti delle iniziative del ministero dell’Interno volte a «fidelizzare» le tifoserie calcistiche, culminate con il programma Tessera del Tifoso. L’azione violenta del 12 settembre, secondo quanto ritenuto dagli inquirenti, è stata proprio finalizzata a dimostrare che, nonostante i divieti di ingresso allo stadio, risultano attuabili differenziate azioni in grado di creare, comunque, gravi turbative e pericoli per l’ordine e la sicurezza pubblica, secondo il generalizzato slogan: «I divieti non fermeranno il nostro tifo».

Un’azione paramilitare «L’azione dei tifosi pisani – spiega il capo della Digos pisana Gonario Rainone – è stata paramilitare, al punto da essere pianificata in ogni dettaglio e da essere consumata al mattino e tornare a casa prima ancora del calcio d’inizio del match. I pisani avevano noleggiato quattro auto – ha affermato il funzionario – proprio per evitare di non lasciare tracce della loro ‘spedizione’ in Umbria e hanno fatto ritorno a Pisa già prima dell’inizio del match, lasciando sul posto mazze, bastoni e tirapugni utilizzati per l’assalto al bar». Le indagini, durate mesi, si sono concretizzate con gli arresti di oggi, ha precisato Rainone, «anche per dare un segnale ai tifosi umbri e per evitare il rischio di rappresaglie in occasione del prossimo match tra Pisa e Ternana in programma la sera del 24 gennaio».

Chi sono gli arrestati La maggior parte degli arrestati si è già in passato evidenziata per reati «da stadio», commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive. Alcuni, infine, hanno precedenti penali specifici e sei di loro hanno scontato o sono tuttora soggetti a Daspo. I provvedimenti eseguiti venerdì  hanno riguardato P.G. di anni 22, C.A. di anni 22, P.L. di anni 22, B.L. di anni 22, T.A. di anni 46, M.F. di anni 30, S.A. di anni 33, G.F. di anni 25, B.N. di anni 31, F.S. di anni 25, C.A. di anni 24, S.P. di anni 24, M.P. di anni 29, B.G. di anni 34, G.F. di anni 32, S.A. di anni 34, B.A. di anni 22.

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