La polizia mostra le foto dei tre arrestati (foto archivio Troccoli)

di Fra. Mar.

Si sono avvalsi entrambi della facoltà di non rispondere Artan Gioka e Ndrec Laska, i due albanesi arrestati dalla squadra mobile di Perugia e estradati dall’Albania due giorni fa, per il duplice omicidio di Cenerente, avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 aprile scorso alle porte di Perugia.  Davanti al gip Lidia Brutti e al pm Claudio Cicchella hanno scelto la strada del silenzio.

Incontri con i legali loro avvocati Patrizia Conti e Rosaria De Santis hanno spiegato questa decisione dicendo che ai loro assistiti l’ordinanza di custodia cautelare in carcere tradotta in albanese è stata notificata solo all’arrivo in Italia. Prima di parlare dunque vogliono comprendere bene di cosa sono accusati. Per questo i loro legali li incontreranno nei prossimi giorni insieme ad un interprete e poi decideranno se chiedere nuovamente di essere interrogati.

Al momento non è stata formalizzata nessuna richiesta di incidente probatorio per quanto riguarda gli accertamenti irripetibili da fare sui reperti trovati nel casolare di Cenerente in cui c’è del Dna che deve essere attribuito. C’è una cicca di sigaretta e altri oggetti

La fuga I due sono finiti in manette in Albania dopo che il 7 aprile scorso, erano fuggiti in fretta dall’Italia per non essere catturati. Nel giugno scorso, al termine di una complicata indagine portata a termine dalla squadra mobile di Perugia con il determinante contributo del servizio centrale operativo di Roma e del locale compartimento della polizia postale, i due erano stati arrestati in Albania.

Accuse Nel corso della stessa indagine, gli investigatori della squadra mobile di Perugia e del Servizio centrale operativo hanno arrestato a Roma Alfons Gjergji di 27 anni. A carico dei tre albanesi pendono le accuse di duplice omicidio e di associazione per delinquere finalizzata ai furti e alle rapine.

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