di Enzo Beretta
Arrestato dalla guardia di finanza alla frontiera di Ventimiglia un albanese di 29 anni ritenuto «promotore e organizzatore» di un presunto gruppo criminale che gestiva un giro di cocaina tra l’Italia e l’Albania, con base a Foligno. Edison Brahim Muco è stato fermato al varco della frontiera in compagnia di un connazionale mentre viaggiava a bordo di una Porsche Cayenne: attualmente detenuto nel carcere di Sanremo, verrà interrogato venerdì dal giudice. È il quinto indagato a finire dietro le sbarre nell’ambito dell’inchiesta che più di un anno fa aveva portato al sequestro di 65 chili di cocaina: uno è ai domiciliari, altri due sono ancora irreperibili.
L’inchiesta Buona parte di quella droga era stata rinvenuta nel controsoffitto di una pizzeria di Foligno gestita da Gian Paolo Coresi, 47 anni, il ristoratore che il 7 maggio verrà processato con rito abbreviato. Altra cocaina era nascosta nel doppio fondo di due auto. Il sequestro era stato il risultato di una lunga attività di indagine delle fiamme gialle impegnate in intercettazioni ambientali, localizzazioni satellitari e pedinamenti.
«Associazione» Dalle carte giudiziarie emerge che Coresi e Brahim Muco, insieme ad altre sei persone – quasi tutte residenti e domiciliate in Umbria, tra Foligno, Spello e Perugia – facevano parte di un’associazione che gestiva un’ampia rete di spaccio, in Umbria ma con giro anche in Toscana, Emilia, Veneto e Liguria, «avvalendosi sistematicamente di autovetture dotate di doppio fondo artigianale al cui interno veniva occultato lo stupefacente da occultare». Nello specifico l’ultimo arrestato, Brahim Muco, «si occupava di delineare le principali linee strategiche ed operative dell’associazione, mantenendo e curando in prima persona i contatti con i fornitori e gli acquirenti, non al dettaglio, dello stupefacente, determinando in prima persona modalità, tempi e luoghi per il trasporto, lo stoccaggio e la cessione del narcotico, provvedendo al pagamento dello stesso e al successivo occultamento nell’esercizio commerciale e di alcuni stabili nella disponibilità del coindagato Coresi».
Viaggi Brahim Muco organizzava, gestiva e promuoveva – secondo l’accusa – «l’illecita attività di smercio di cocaina», «rifornendo di droga stabilmente» altre persone impegnate nella «minuta vendita su Perugia». Sotto la lente ci sono finiti due chili di ‘neve’ trasportati, poi, da Foligno a Montesilvano, un «imprecisato ma verosimilmente ingente quantitativo» partito dalla città della Quintana e consegnato a Pistoia, un chilo trasportato «su sue disposizioni» da Foligno a Venezia, insieme ad altra droga «proveniente dalla Spagna» che tra il 2024 e il 2025 avrebbe preso le strade di Bologna, Genova, Vicenza, Perugia e Mestre.
Riciclaggio di 45 mila euro Brahim Muco, difeso dall’avvocato Daniela Paccoi, viene anche ritenuto responsabile del reato di riciclaggio in concorso con Coresi e un altro che avrebbero «consegnato a soggetti non meglio identificati 45mila euro in contanti, di proprietà di Brahim, poi trasferiti in Spagna in modo da ostacolarne la provenienza da ritenersi delittuosa». Brahim, che «deteneva illegalmente tre pistole, tra le quali una calibro 40 modificata artigianalmente», dovrà rispondere anche dell’accusa di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita in relazione ad un trasferimento di 5 mila euro.
