di Re.Te.
Arrestata a Roma dopo aver accumulato decine condanne per oltre 16 anni di reclusione, era stata scarcerata in virtù del suo stato di gravidanza, evidentemente ritenuto incompatibile con la detenzione. Tornata in libertà, non ci ha messo molto per riprendere le abitudini di prima. Questa volta, però, in una città diversa dalla capitale.
Fermata A Terni la donna, una 30enne nata a Torino ma di origini croate, c’è arrivata in treno, insieme alla nipote minorenne e ad altre quattro donne. Con un unico scopo: rubare. Gli agenti – che evidentemente la tenevano d’occhio – l’hanno vista entrare in un condominio di via Gramsci, insieme alla minore. Subito è scattato il controllo. «Sto cercando lo studio di un ginecologo», ha spiegato agli agenti della squadra volante. Incalzata, non ha saputo dire molto altro. Per questo è stata portata in questura.
A Terni per rubare All’interno degli uffici di via Antiochia, sono emerse le decine di condanne a suo carico. Di fronte all’evidenza, la donna ha ammesso di essere venuta a Terni solo per rubare. Dai vestiti sono saltate fuori un paio di pinzette in acciaio e due schede di plastica dure, ricavate da altrettante bottiglie di shampoo. In pratica tutto il necessaire per scardinare le serrature di auto e portoni.
Una vita di furti Madre di quattro figli, tutti minorenni e regolarmente iscritti a scuola, la donna ha raccontato di aver iniziato a rubare ad appena 8 anni e di non aver fatto nient’altro in vita sua. Furti quotidiani – 50, 60 al mese – quasi sempre a Roma, utilizzando semplicemente schede di plastica, alla ricerca principalmente di soldi e gioielli da riciclare nei compro-oro al prezzo medio di 22 euro al grammo, separando le pietre preziose da rivendere ai gemmologi. Oltre alla denuncia, le è stato notificato il foglio di via obbligatorio.
Risultati Negli ultimi mesi la polizia di Stato ha notificato decine di provvedimenti analoghi ad altrettante persone, italiane e non, arrivate in città con l’unico scopo di commettere reati, soprattutto furti in appartamento. Reati sventati grazie all’attività di controllo svolta dal personale della questura, coadiuvato in alcuni casi anche dalle segnalazioni tempestive dei cittadini.
