Aveva il divieto di uscire dalla provincia di Napoli e di allontanarsi da casa nelle ore notturne. Era in affido ai servizi sociali proprio su disposizione del tribunale di Perugia, perché precedentemente condannato per reati legati allo spaccio, ma anche contro la persona e contro il patrimonio. Ma lui, Mohamed Gamal, detto Antono il napoletano se n’è fregato della possibilità che la giustizia gli stava dando e, con moglie e figlia di un anno al seguito, si è messo in macchina per venire fino a Perugia con un carico di oltre 130 grammi di eroina.

Fermato Gli agenti della sezione antidroga della squadra mobile di Perugia lo hanno quindi fermato mentre stava per entrare nel portone del palazzo di via Gnoli, a San Marco, dove era solito appoggiarsi nelle sue trasferte umbre. Quando ha visto i poliziotti ha cercato di entrare e disfarsi del sacchetto che aveva, ma gli agenti lo hanno subito bloccato e perquisito, trovando la droga. In auto poi gli agenti hanno trovato sostanza da taglio e da confenzionamento: mannite e mannitolo e oltre 300 ritagli di cellophane per confezionare le dosi.

Il pusher perugino Per i poliziotti, per cui Gamal non era una nuova conoscenza, la sua presenza a Perugia era legata ad un pusher perugino. Lorenzo Bocci, che è stato perquisito poco dopo la perquisizione di Gamal nella sua abitazione di Ferro di Cavallo. Agli agenti ha consegnato spontaneamente 7 piccole confezioni in cellophane con 3,88 grami di eroina. Addosso aveva anche 385 euro in banconote di vario taglio, e due cellulari.

I cellulari Ed è stato proprio in uno di questi telefoni che i poliziotti hanno trovato le chiamate di Gamal, registrato come Antonio, che corrispondevano alle chiamate sul cellulare di Gamal da parte di Lorenzo, registrato come Amico. Nella successiva perquisizione domiciliare i poliziotti hanno inoltre trovato 3.725 euro in banconote di vario taglio.

Le dosi nascoste I poliziotti hanno anche trovato due barattoli di vetro con dentro una paletta da giardiniere, un paio di forbici e un taglierino, materiale che, serviva al pusher per nascondere la droga nei boschi. Infatti poi è stato lo stesso Bocci a portare i poliziotti in via Col di Lana, dove ha mostrato loro altre 8 confezioni termosaldate nascoste sotto un cespuglio, che contenevano in tutto 4,82 grammi di eroina.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.