Orfeo Goracci nel giorno del ritorno a casa ( foto F. Troccoli)

di F.M.

Come era prevedibile dopo la notifica della conclusione delle indagini, è arrivata anche la richiesta di rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Gubbio Orfeo Goracci e le altre otto persone indagate insieme a lui nell’inchiesta ‘Trust’.  La notizia è riportata nell’edizione odierna del quotidiano La Nazione.

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La difesa   L’avvocato di Orfeo Goracci, Franco Libori, però dice che «al gip ancora non è arrivata alcuna richiesta da parte della procura. Tanto meno è arrivato nulla a noi». In ogni caso, la richiesta di rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Gubbio approderà ben presto in udienza preliminare. Dopo la richiesta di patteggiamento a 14 mesi avanzata da Marino Cernicchi, per tutti gli altri invece, potrebbe aprirsi un dibattimento lungo ed insidioso.

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Il 415 bis    L’inchiesta dei pm Antonella Duchini e Mario Formisano era stata chiusa ad agosto dello scorso anno. In particolare, oltre a Goracci, l’avviso di conclusione delle indagini era arrivato a Maria Cristina Ercoli, braccio destro di Goracci ed ex assessore al Bilancio; Lucio Panfili, ex assessore all’ambiente; Graziano Cappannelli, ex assessore al Commercio; Lucia Cecili, dirigente comunale al Personale, all’ex assessore all’Urbanistica, Marino Cernicchi (Prc), a Nadia Ercoli, sorella di Maria Cristina e funzionaria del comune alla polizia municipale, Antonella Stocchi, ex  presidente del consiglio comunale, Paolo Cristiano, ex segretario comunale di Gubbio. I nove erano stati arrestati (5 in carcere e 4 ai domiciliari) il 14 febbraio scorso. Indagini chiuse anche per Marco Ottaviani, dipendente del comune incaricato del servizio di «messo comunale» e Umberto Baccarini, addetto dell’ufficio protocollo.

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Il sistema Goracci «Lo zar» Goracci è accusato, dai sostituti procuratori Antonella Duchini e Mario Formisano, di essere a capo di una presunta associazione per delinquere con le due Ercoli, Cecili, Stocchi, Cappannelli, Cernicchi, Panfili e Cristiano, per commettere «una serie indeterminata di delitti di abuso di ufficio, concussione, falso in atti pubblici, soppressione di atti pubblici», nonché di avere «stabilmente piegato lo svolgimento delle pubbliche funzioni al perseguimento di interessi privati consistenti in vantaggi politico-elettorali, mantenimento delle posizioni di potere e/o sviluppo della carriera, vantaggi economici per se stessi o per soggetti loro legati per vincoli di vicinanza politica, amicizia e sessuali (per il Goracci) con pari ingiusto danno per la collettività, per i dipendenti e i soggetti estranei all’amministrazione ritenuti invisi o ostili al sodalizio che venivano stabilmente posti in condizioni di emarginazione, sfavoriti, danneggiati nello sviluppo della carriera, minacciati, estorti ed ingiustamente penalizzati, in un generale clima di intimidazione e di paura instaurato e mantenuto dal sodalizio all’interno del Comune di Gubbio». La procura nel formulare le accuse ha parlato anche di costante inquinamento delle prove. Goracci è accusato anche di violenza sessuale per aver molestato una dipendente comunale in due circostanze.

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Baccarini e Ottaviani Per ciò che riguarda Baccarini è accusato di aver fornito all’amico Goracci, abusando della sua funzione pubblica di addetto all’ufficio protocollo del Comune in servizio quando i carabinieri si sono recati ad acquisire documentazione, fornito informazioni allo stesso Goracci informazioni sulle indagini (atti coperti da segreto), oltre che per aver soppresso alcuni documenti in concorso con Maria Cristina Ercoli. Anche per Ottaviani l’accusa è di aver soppresso e occultato tre faldoni di atti nel periodo in cui era sindaco la Maria Cristina Ercoli, documenti che le avrebbe fatto poi avere nel novembre 2011, quando non era più sindaco.

Palla agli accusati Dal canto loro, gli indagati hanno ribadito a più riprese l’estraneità dalle accuse mosse dalla procura. Chiuse le indagini, ora le difese hanno la possibilità di prendere visione degli atti di indagine ed, eventualmente, produrre memorie o chiedere di essere nuovamente ascoltati. Dopodiché il pm formulerà, per i soggetti per cui non riterrà di archiviare, la richiesta di rinvio a giudizio davanti al gup.

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