di Ivano Porfiri
«Esiste una buona e onesta amministrazione. Tuttavia, non sempre vengono prese le distanze dall’area del malaffare con il dovuto vigore». Lo afferma nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, il presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei conti dell’Umbria, Alberto Avoli. «E’ molto diffusa – aggiunge – la cultura dell’illegalità e del mancato rispetto delle regole, non solo nelle classi dirigenti, ma anche nei cittadini comuni. Occorre impegnarsi a fondo per superare questa situazione, in nome del concetto di legalità funzionale».
Sprechi non mancano Valutazioni simili a quelle del procuratore generale Agostino Chiappiniello, per il quale «complessivamente la pubblica amministrazione umbra funziona, ci sono tante persone che lavorano e fanno più dei loro compiti, il quadro però resta sempre abbastanza deludente perché continuano a esserci sprechi che potrebbero essere evitati con un po’ più di attenzione della cosa pubblica e di etica perché, a volte, non c’è neppure un vantaggio per qualcuno, a volte c’è solo “sciatteria amministrativa”».
Preoccupazione per le Province Il presidente Avoli dà atto, nella relazione, ai «risultati positivi raggiunti in Umbria per quanto riguarda la razionalizzazione delle Agenzie regionali, il riordino sanitario, il mantenimento di buone capacita’ progettuali strategiche, la percentuale di utilizzo dei fondi comunitarci». D’altro canto viene espressa preoccupazione per la eventuale trasformazione delle Province in enti di secondo livello. «Occorre definire bene le funzioni – sostiene Avoli – e riallocarle secondo principi di razionalità ed efficienza. Sembra maggiormente urgente un intervento di razionalizzazione e di dimagrimento degli enti subprovinciali e di tutte le società’ partecipate». Sulle attività della Sezione, la relazione evidenzia, ad esempio, come sia stato azzerato l’arretrato dei giudizi pensionistici. Infine, sul ruolo in generale della Corte dei conti, il presidente Avoli auspica che «l’azione della magistratura contabile abbia a concentrarsi sempre più su questioni di respiro strategico» e sulla magistratura in generale che sia «lontana da qualsiasi forma di narcisismo mediatico».
Cittadini indignati Il procuratore Chiappiniello rimarca, dal canto suo, come alla procura regionale della Corte dei conti dell’Umbria arrivano sempre più denunce da parte dei cittadini stanchi degli sprechi ed inefficienze. «Le denunce più numerose – afferma – giungono dai cittadini che chiedono una maggiore efficienza e trasparenza nell’utilizzazione delle risorse pubbliche, soprattutto nell’attuale momento congiunturale e di gravissima crisi economica, nel quale i sacrifici chiesti sono sempre più consistenti e hanno fatto lievitare la percentuale delle famiglie che versano in situazioni di grave indigenza e, in casi non più isolati come in passato, di assoluta povertà». Chiappiniello sottolinea che «gli scandali e lo sperpero del denaro pubblico cozzano con i sacrifici imposti ai cittadini con il pagamento delle tasse, sempre più in aumento e, in alcuni casi, non più sostenibili».
I numeri In totale nel 2013 la procura ha aperto 1.816 istruttorie, 53 atti di citazione e 1.806 provvedimenti di archiviazione. Le istruttorie pendenti al 31 dicembre erano 4.195, in lieve decremento rispetto all’anno prima. Grazie all’attività della Corte nel 2013 le pubbliche amministrazioni hanno recuperato in via stragiudiziale 2.183.327 euro cui vanno sommati 1.554.000 euro a seguito di condanne della sezione giurisdizionale (+256% rispetto al 2012). Tutte regolarmente eseguite quindi con soldi effettivamente rientrati nelle casse pubbliche.
Problema risorse e personale Un lavoro, quello della Corte, reso sempre più difficile per la carenza di personale. «E’ sempre più difficile e oneroso – spiega Chiappiniello – soddisfare le richieste di giustizia che provengono dalla collettività, anche tenuto conto delle risorse finanziarie disponibili sempre più insoddisfacenti e insufficienti».
