di Chiara Fabrizi
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Sono finiti in carcere con l’accusa di corruzione in atti giudiziari il giudice del Tar del Lazio Franco Angelo Maria De Bernardi, l’avvocato Matilde De Paola e l’uomo d’affari Giorgio Cerruti arrestati questa mattina dai carabinieri del Noe che hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere richieste dal pm Stefano Pesci e firmate dal gip Maria Paola Tomaselli. Ai domiciliari, invece, l’ex presidente della Bps Giovannino Antonini, indagato anche dalla procura di Spoleto per associazione a delinquere, usura e bancarotta fraudolenta, e altre tre persone Francesco Clemente, Francesco Felice Lucio De Sanctis e Marco Pinti. Diciassette gli indagati, tra cui due ammiragli della Marina, Marcantonio Trevisani e Luciano Callini, e il costruttore Claudio Salini, per fatti avvenuti negli ultimi mesi del 2012 ad oggi.
50 mila euro per pilotare ricorso Scs Secondo l’accusa Antonini si sarebbe rivolto al giudice De Bernardi per pilotare l’esito del ricorso presentato dall’ex consiglio di amministrazione della Spoleto credito e servizi (Scs), holding che controlla la Bps, entrambi commissariate, promettendo un pagamento di 50 mila euro. Al centro del procedimento amministrativo, il Tar del Lazio ha già respinto la richiesta di sospensiva, fissando per il due ottobre la sentenza di merito, c’è il decreto con cui il ministero dell’Economia e delle Finanze ha disposto l’amministrazione straordinaria della Scs, guidata da Antonini.
Pranzo romano Stando all’ordinanza del gip il 27 febbraio scorso Antonini si sarebbe accomodato in un ristorante dei Parioli insieme a Cerruti, anche lui in carcere da qualche ora, il giudice De Bernardi e monsignore Manlio Sodi, non indagato. L’incontro, secondo l’accusa, sarebbe servito per discutere dell’intervento del giudice nel ricorso Scs.
SULL’ARRESTO BOTTA E RISPOSTA BRUTTI-RONCONI
«E’ amico tuo, lo serviamo come merita» A organizzare il pranzo sarebbe stato Cerruti «amico» di Antonini che, secondo le intercettazioni, avrebbe invitato il giudice anticipandogli che si sarebbe discusso del ricorso presentato dall’ex presidente Antonini. «Il giudice – si legge nell’ordinanza – si mostrava molto disponibile ad adoperarsi per l’amico di Cerruti, esprimendosi testualmente nei seguenti termini: “E glielo facciamo fare, lo serviamo come merita, è’ amico tuo”». L’interessamento di De Bernardi e’ tale che la sua richiesta di essere assegnato all’udienza della terza Sezione (che non e’ la sua di appartenenza) viene accolta.«»
Spunta il cugino di Andreotti Dopo l’incontro a quattro nel ristorante dei Parioli, Cerruti chiama il giudice De Bernardi per prendere accordi più dettagliati sull’operazione. In un passaggio dell’intercettazione, riportata da Il Fatto quotidiano, Cerruti dice: «Ma tu non ti preoccupare, pensa, pensa a cosare, no? uhm … per me è importante che si fa partita, eh! (…) Questa è gente che io conosco da, da, da più di trent’anni, no? io c’ho fatto prendere la, la, la quotazione in borsa … quand’è stato … a suo tempo, tramite il cugino di Giulio Andreotti, no?».
Giudice De Bernardi: «Quei cretini di Spoleto» L’8 aprile Cerrruti, il giudice De Bernardi e Antonini tornano a incontrarsi, stavolta scelgono lo studio dell’avvocato De Paola, tra i quattro legali nominati dall’ex presidente Bps e Scs per la battaglia giudiziaria. Secondo l’accusa è qui che prende forma «l’accordo corruttivo», quantificato in 50 mila euro. L’interessamento del giudice De Bernardi all’operazione è tale che riesce a essere assegnato alla Terza sezione del Tar competente per il ricorso Scs. Notizia che comunica immediatamente a Cerruti: «Ti rendi conto che mi sono fatto assegnare… sarò io presente… avremmo dovuto chiedere di più, molto di più. Quello che sono riuscito a fare per questi cretini di Spoleto non ha uguali». Va detto che De Bernardi non figura nel collegio giudicante del tribunale che a maggio ha respinto la richiesta di sospensione del decreto, fissando per il 2 ottobre la sentenza di merito.
Antonini assistito da De Paola Nel collegio difensivo a cui si è affidato Giovannino Antonini, oltre all’avvocato Federico Tedeschini, Raffaele Titomanlio e Sabrina Rondinelli, figura anche Matilde De Paola, il legale arrestato e accompagnato in carcere dai militari lunedì mattina.
Avvocato De Paola: «150 mila euro per il secondo grado» Ed è proprio l’avvocato De Paola in un’intercettazione del 7 maggio scorso, riportata da Il Fatto quotidiano, a parlare di soldi con il giudice De Bernardi: «Allora io chiederei 150 mila euro per il secondo grado, cioè se loro, non il secondo grado, anche se glieli risolviamo i problemi in sede di transazione con Banca d’Italia, che, che loro si insediano, io chiederei una cifra di questo genere, perché, non so se mi spiego, li hanno fatti fuori eh?».
Gip: «Vasto sistema corruttivo» Nell’ordinanza di un centinaio di pagine del gip Tomaselli si legge: «Sussistono seri elementi in ordine al fatto che De Bernardi si sia ripetutamente accordato con diversi privati ed in relazione a diversi procedimenti per alterare, dietro la corresponsione di somme di denaro, il corretto e imparziale esercizio dell’attività giurisdizionale. In tale illecita attività di interferenza – scrive il gip – si è avvalso dell’ausilio dell’avvocato Matilde De Paola con cui aveva stretto un accordo corruttivo “aperto” in virtù del quale, in cambio di una parte degli onorari, non solo avrebbe indirizzato alla medesima le persone che a lui si rivolgevano per ottenere il suo interessamento ai procedimenti che li riguardavano, ma avrebbe altresì supportato il ricorrente mediante una attiva collaborazione nell’attività di assistenza legale». Per il gip, quindi, si è di fronte ad un «vasto sistema corruttivo esplicato, in un intervallo temporale modesto».
Morcella: «Al Riesame con fondate aspettative» Ad assistere Antonini è l’avvocato Manlio Morcella che afferma: «La mancanza di intercettazioni che attestino il diretto coinvolgimento di Antonini consente di rivolgersi al tribunale del Riesame con la fondata aspettativa di risolvere in breve la situazione venutasi a creare, all’esito dell’esame più approfondito degli incartamenti si potranno esprimere giudizi maggiormente esaustivi»
