di F.M.
Pensare che suo figlio avrebbe potuto vedere quelle videocassette sull’educazione sessuale lo aveva mandato su tutte le furie. Poco importava se erano ancora chiuse in un pacco nella biblioteca della scuola di Corciano. Quel genitore non ci ha visto più, e una mattina è arrivato, ha lasciato il figlio in classe e poi è entrato nella biblioteca, le ha messe in tasca e se n’è andato, ignorando le richieste di bidelli e insegnanti che gli chiedevano invano di lasciarle. Le videocassette incriminate si chiamavano: « L’albero della vita: corso di informazione sessuale per bambini: dai 4 ai 12 anni». E ognuna aveva un tema: «’Scoprire il sesso’, ‘Come si nasce’ e ‘La crescita’».
A processo Per quel fatto il genitore, che non ha mai cambiato idea sul fatto che tematiche del genere non potevano essere mostrate a ragazzini della scuola elementare, era stato prima denunciato per furto dalla scuola, poi spedito a processo dal gip che aveva fatto l’imputazione coatta nonostante la querela fosse stata ritirata. E adesso il processo è quasi arrivato alle battute finali. Lunedì mattina davanti al giudice, sono stati ascoltati due testimoni della difesa, l’uomo è rappresentato dall’avvocato Alessandro Lucidi che sostiene come il furto in realtà fosse solo un atto dimostrativo del genitore.
Sequestrate dai carabinieri Alla fine le videocassette, che erano state donate alla scuola da un altro genitore, erano tornate nella biblioteca solo dopo che i carabinieri le avevano sequestrate al padre che le aveva portate via. Lui di certo non lo avrebbe mai fatto. Ma il fatto di averle rubate in una scuola gli è valsa la contestazione di un’aggravante.

Evidentemente il signore da piccolo si faceva le pippe con “Esplorando il corpo umano”.
poco da scherzare. noi genitori che abbiamo una coscienza siamo disperati per come la scuola deforma i nostri figli. Comprendo il gesto anche se non lo giustifico.
Solidarietà piena al padre.
LA SCUOLA DEFORMA I FIGLI??? Perché informa i bambini di cosa sia una cosa tanto naturale come il sesso? Perché spiega cosa vedono tutti i giorni alla televisione? LA SCUOLA DEFORMA I FIGLI? e poi ci domandiamo come mai l’Italia stia affondando. L’ignoranza vi ucciderà tutti.
Stia attento Sig. D’Antona, la coscienza non ha nulla a che spartire con l’ignoranza.
Tutti i bambini devo essere educati ad una conoscenza del proprio corpo, a quali modifiche incorrerà, a cosa servono quegli organi che nel bimbo sono silenti, quali sono i rischi che corre (sconosciuti, adescatori, molestie, sessualità prematura).
Considerando che, mediamente, i ragazzini hanno le prime eiaculazioni spontanee a 12-14 anni e le ragazzine possono sperimentare le prime mestruazioni anche a 10-12 anni, direi che gli anni delle scuole elementari è proprio il più indicato.
Se c’è da indignarsi è proprio con i genitori, i quali imbarazzati e impreparati, preferiscono demandare alla scuola quello che è un loro compito.
La sessualità, se correttamente vissuta, è una esperienza bellissima che porterà i nostri figli e le nostre figlie a divenire giovani padri e giovani madri, consapevoli, felici, realizzati. E’ assurdo che dei ragazzini di media sappiano citarti vita morte e miracoli dei Gormiti, la lista degli modelli degli iphone in commercio o la lista dei giochi per il nintendo, ma prova a chiedergli come avviene il concepimento o qual’è la funzione dei testicoli e li vedrai brancolare nel buio.
Con la globalizzazione dell’informazione, ed Internet che oramai è approdata anche sugli smartphone, rischiamo che il passaggio delicato dell’informazione venga affidato ad estranei, alla scoperta personale o tra amici, consegnando quindi al mondo dei bambini ingenui, ignoranti e impreparati.
Il tutto in un paese dove si vuol fare i moralisti di facciata, ma che abbonda di molestie sui minori, bullismo, violenze familiari (oltre il 70% delle violenze denunciate avvengono in famiglia), scarsità di diritti civili concessi e assoluto disinteresse per le esigenze della famiglia.
A me scandalizza il fatto che la scuola avesse quelle videocassette non perchè frutto di un programma educativo, ma semplicemente perchè dono di un altro genitore.