Agenti fuori dal Capitini (©️Fabrizio Troccoli )

di Chiara Fabrizi

Stralciata la posizione della ex presidente Catiuscia Marini per difetto di notifica, con gli atti che ora torneranno in procura. E cinque richieste di costituzione come parte civile depositate da Regione, Usl 1, Azienda ospedaliera di Perugia, Cittadinanzattiva e Unione nazionale dei consumatori, ma su cui il gup Angela Avila si è riservata la decisione. È durata un’ora e un quarto circa la prima udienza preliminare di Concorsopoli che si è aperta all’Auditorium Capitini di Perugia, dove le parti torneranno sabato 17 ottobre per la seconda data del procedimento preliminare su cui è stato definito un calendario molto serrato che entro la fine di novembre dovrebbe, Covid permettendo, portare alla decisione del giudice sulle richieste di rinvio a giudizio formulate dalla procura di Perugia a carico dei 39 indagati. Tutte tranne una precisamente quella a carico della ex presidente Marini, difesa dall’avvocato Pepe, che in aula ha rilevato un difetto di notifica legato all’indirizzo di domicilio.

Via al processo L’inchiesta, deflagrata il 12 aprile 2019 ha portato, nel giro di quattro giorni, l’allora presidente di Regione Catiuscia Marini a presentare le dimissioni. Davanti al gup Angela Avila anche la posizione dell’ex sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci, l’ex assessore alla sanità Luca Barberini e altre 36 persone, compresi i vertici del sistema sanitario regionale di quella stagione politica e amministrativa smontato pezzo dopo pezzo dalla procura di Perugia con cimici, trojan, intercettazioni.

Concorsopoli: si apre il maxi processo Per i pm Paolo Abbritti e Mario Formisano i tre politici sarebbero stati «promotori» di un’associazione per delinquere finalizzata a commettere una serie di reati ai danni della pubblica amministrazione, «creando una vera e propria rete di sistema attraverso cui condizionavano gran parte dei concorsi pubblici gestiti dall’Azienda ospedaliera di Perugia e da altre aziende sanitarie umbre per garantire la vittoria o il posizionamento utile in graduatoria dei candidati, preventivamente determinati». Nella ricostruzione accusatoria i magistrati indicano Emilio Duca e Maurizio Valorosi come gli esecutori della presunta associazione a delinquere, mentre altri quattro apicali della sanità vengono considerati «partecipi del sistema». Nelle accuse a carico dei 39 c’è la rivelazione di segreti d’ufficio, abuso d’ufficio, falso ideologico e materiale «finalizzati – per la procura di Perugia – alla manipolazione sistematica dei concorsi pubblici».

Aula all’auditorium Capitini Al centro congressi Capitini sono stati allestiti più di 100 posti per le parti del maxi processo: gli imputati sono 39, più ci sono gli avvocati e le parti civili. La sede individuata garantisce naturalmente il distanziamento reso obbligatorio del Covid 19, così come percorsi di accesso e di uscita separati rispetto a quelli utilizzati dagli studenti, ma la preoccupazione delle famiglie è alta intorno all’accordo di sei mesi prorogabile per altri sei siglato tra tribunale di Perugia e Provincia, proprietaria degli spazi. Così come quella degli avvocati, il prof David Brunelli, che difende Bocci, ad esempio ha detto: «Saremo più cento persone e in tempo di pandemia sarebbe stato opportuno osservare il principio di precauzione, rinviando la prima udienza preliminare».

@chilodice

 

 

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