di Enzo Beretta

È in programma per domani la sentenza del processo d’appello Concorsopoli, per il quale in primo grado sono stati condannati l’ex presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini, l’ex segretario regionale del Pd e sottosegretario agli Interni, Gianpiero Bocci, l’ex assessore alla sanità Luca Barberini e altri 18 imputati. Il tribunale aveva condannato a due anni la Marini (per falso, rivelazione di segreto d’ufficio e abuso d’ufficio, reato poi cancellato dal Parlamento), a due anni e sette mesi Bocci (per associazione per delinquere, falso e rivelazione di segreto d’ufficio) e a tre anni Barberini. Nel corso della requisitoria che si è svolta nel gennaio scorso il sostituto procuratore generale Luca Semeraro aveva chiesto l’assoluzione per Marini dalle accuse di falso e rivelazione di segreto d’ufficio per «non aver commesso il fatto». L’ex governatrice della Regione, beneficiando anche dell’abolizione del reato di abuso d’ufficio, potrebbe venire assolta dallo scandalo che nel 2019 portò alle sue dimissioni. Scriveva il pg Sergio Sottani in un comunicato del 14 gennaio: «La Procura Generale ha esposto una ricostruzione dettagliata delle questioni giuridiche
rilevanti, richiamando ampi riferimenti giurisprudenziali e chiarendo i presupposti alla
base delle conclusioni formulate. È stata posta particolare attenzione all’avvenuta abrogazione della fattispecie di abuso d’ufficio. La Procura Generale ha precisato che tale reato non è stato assorbito da altre ipotesi criminose ma è stato eliminato dall’ordinamento, circostanza che impone di valutare diversamente le contestazioni originariamente mosse agli imputati».

Bocci e Barberini Chiesta invece la condanna a due anni e quattro mesi per Bocci e a un anno e nove mesi per Barberini, ma soltanto per falso e rivelazione di segreto d’ufficio; secondo la pubblica accusa d’appello vanno assolti dall’accusa di associazione per delinquere. Semeraro ha chiesto la conferma di altre dieci condanne di primo grado, compresa quella a un anno e nove mesi per l’ex direttore della sanità umbra, Walter Orlandi. 

Le condanne di primo grado Maurizio Valorosi 1 anno, Luca Barberini 3 anni, Gianpiero Bocci 2 anni e 7 mesi, Eleonora Capini 1 anno e 4 mesi, Marco Cotone 9 mesi e 10 giorni, Potito D’Errico 2 mesi, Rosa Maria Franconi 1 anno e 4 mesi, Catiuscia Marini 2 anni, Patrizia Mecocci 1 anno e 4 mesi, Walter Orlandi 1 anno 9 mesi e 10 giorni, Mario Pierotti 1 anno 9 mesi e 10 giorni, Domenico Riocci 2 mesi, Alessandro Sdoga 1 anno e 4 mesi, Antonio Tamagnini 1 anno, Simonetta Tesoro 1 anno e 4 mesi, Elisabetta Ceccarelli 1 anno e 4 mesi, Patrizia Borghesi 2 anni, Mauro Faleburle 1 anno e 4 mesi, Massimo Lenti 1 anno e 4 mesi, Antonio Tullio 10 mesi, Alvaro Mirabassi 1 anno e 4 mesi. 

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